Le mie 1000 "tignose" miglia

di Stefano Paltrinieri

 

 

Finalmente è finita! Questa mia cavalcata delle Valchirie che ha caratterizzato finora il mio 2007 si è esaurita felicemente alla 0400 di domenica doppiando la cardinale nord di Pt camargue al termine delle 1000 tignose miglia di navigazione che hanno contraddistinto la  prova di qualifica.
Sarebbero dovute essere quanto di più simile alle navigazioni d'altura  in solitario che sognavo da ragazzino,coi riecheggi del mito di Moitessier nella testa:niente avversari,niente "vacation"radio con le giurie,libero di gestire velatura e sforzi a mio piacimento ,in simbiosi sempre più stretta col mare.
In effetti questo quadro idilliaco si è avverato solo in parte.
Il percorso disegnato dalla classe francese in mediterraneo è,seppur sicuramente altamente propedeutico alla grande altura,denso di Waypoint e trappole da modulare con pazienza. Se escludiamo il salto dalle isole di Hieres alla Corsica,l'unico col respiro del grande largo,è tutto un serrato susseguirsi di boe ,promontori,coste ed isole che rendono la navigazione tutto fuorché rilassata.
Alla partenza di martedì 19 giugno alle 6 di mattina sono teso ed è una tensione che ,malgrado le condizione eccezionalmente favorevoli con venti leggeri al traverso,non si scioglierà neppure nel corso del passare delle miglia.
Non me la godo. Ho timore di questi posti,la botta presa alla Mini Solo non mi tranquillizza di certo e la voglia di uscirne  al più presto possibile mi  impedisce  di rilassarmi.
La famigerata Boa del Leone,che da anni popola i miei incubi,scorre placida sulla sinistra. Nuovo waypoint per un'altra piacevolezza:cap Creus.L'avvicinamento è ancora con un'imperiale traverso con frullone,tutto va per il meglio:i pannelli caricano che è una meraviglia,i pilotini tirano come muletti,la barca è in ordine eppure... non riesco proprio a rilassarmi.
Basta un pò di onda strana all'approssimarsi del Capo per chiudermi lo stomaco,cosa per me rarissima.
La quantità di miglia che mi attende mi schiaccia,e malgrado le puntuali rassicurazioni meteo del preziosissimo Nicola,comincio a realizzare che questa ,rispetto a tutte le altre espressioni veliche in cui mi sono cimentato è proprio un'altra storia.
Calma Stefano:non hai limiti di tempo e stai camminando bene!
Sul far della sera,dopo una breve incertezza il vento inizia a provenire dalla mia spalla destra. Non c'è dubbio ,è Mistral.
Il sito gode di pessima fama così che ,alla seconda impennata del log oltre i 7,non esito a dare una mano,inaugurando uno stile di conduzione che impronterà tutti i giorni seguenti.
Non è una gara,non devo dimostrare niente a nessuno e l'imperativo è "non rompere e non farti male"quindi attueremo le riduzioni quando è più facile farle,cioè in anticipo.

 

l ragionamento fila che è un piacere. Il problema è che non sono riuscito a capire quanta di questa prudenza fosse dovuta alle suddette considerazioni e quanto invece alla mia attuale incapacità a "tirare"una barca in condizioni di stress fisico e mentale. Chissà. Forse con degli avversari vicini avrei avuto lo spunto per tirare sempre un pò di più.
Comunque si fila che è un piacere. Al primo girare di poppa del vento sale il frullone(notate ,non lo spi),ed anche il temuto capo San Sebastian scorre velocemente a poppa,tra un pisolino(mica tanto ino,visto che non dura mai meno di 40 minuti) e l'altro,perfettamente assicurati dai piloti.
All'alba ,dopo breve piatta, si affaccia l'ipotesi di una lunga bolina (54 m) fino a Barcellona. E sia! in fondo fin qui siamo volati e l'aria non supera mai i 10 nodi di intensità.
Il bordeggio serrato si protrae per tutta la giornata e la notte successiva e mi da modo di sfiorare spiaggia su spiaggia ,capo su capo,scempio edilizio su scempio edilizio.
Ho intanto modo di realizzare di aver gioito troppo presto per la mancanza delle tanto scoccianti "vacation " radio delle regate.
Le otto meticolose compilazioni quotidiane del giornale di bordo,le 2.3 ricezioni e trascrizioni dei bollettini meteo ed i 3 (almeno)punti nave da marcare sulla carta costituiscono un impegno notevole nell'economia della vita di bordo.
Il telefonino si rivela fondamentale per annacquare la solitudine. Le voci amiche dei ministi che mi seguono e dei famigliari più prossimi sono un vero linimento.
   
Di Barcellona avevo un ricordo troppo bello e neppure questa volta la capitale catalana mi delude:il vento gira in rinnovata e robusta poppa,quel pò di foschia si dirada e la boa di riferimento mi sbuca dritta dritta davanti al naso. E due! Dopo le foto ed il filmato di rito mi attrezzo mentalmente per una risalita di nuova bolina ed invece..sorpresa. Si va diretti in rotta per san Sebastian con una bolina larga che ,nel corso della giornata ,allargherà sino al gran lasco,sempre forza 4.
Per dirla con Bontempelli:CHE BELLA LA VELA!
Per la prima volta dall'inizio della qualifica mi sciolgo. Mi rendo conto che sto veramente macinando miglia su miglia,il clima è superbo,OkBaby uno schianto ed il ritmo della vita di bordo ormai acquisito. Mi tuffo sul barattolo del latte condensato cotto nella pentola a pressione ed è il segnale del ritrovato equilibrio. Ora si che si va ,ragazzi!
54 m più avanti per la seconda volta quel capo temuto mi ripropone piattine. Pazienza ,tanto più che Nicola mi preavverte di un pò di Mistral in avvicinamento a cap Creus.
é scritto che ,in questa qualifica,il Leone mi faccia passare agevolmente. Con un pò di comprensibile apprensione passo 2 ore con 2 mani ,giusto per doppiare il capo,dopodiché il mistral si ridistende in un ovest 3 che mi spara di nuovo al traverso verso il secondo passaggio della boa del leone.
Dovete saper che questa boa è priva di illuminazione sicché il suo avvicinamento e riconoscimento,anche nell'era del GPS,non è proprio uno scherzo. Manco a dirlo vi arrivo verso mezzanotte ,quindi al buio,col vento tornato a Mistral,quindi sul muso ,ad un bel 15 -18,non drammatici ,certo,ma sufficienti a rendere "sportiva" la ricerca  per un solitario con gps e bussola da rilevamento al collo.
Dopo un pò di bordi finalmente quel fittone spettrale mi sbuca a non più di una cinquantina di metri!Ultima vira,foto e filmato del GPS  e..... si poggia alla grande!Erano anni che mi preoccupavo per questa parte della qualifica,quella del Leone ed avevo maturato la convinzione che da li in poi ,in fondo sarebbe stata tutta una formalità.
Mi sbagliavo,eccome se mi sbagliavo.
Secondo lo stile minimalista che mi sono ,a torto o a ragione,imposto, sale ancora il frullone .Il mare è ragionevolmente calmo quindi :cuccetta.
Non passa mezzora e mi accorgo che ,fuori,c'è troppa tensione sulle vele. Il frullo è un'arma splendida per un solitario ma non perdona le ammainate tardive,pena dei vrach paurosi .Tutto è ben collaudato:lasco randa, poggio,do pilota e viro sulla cima di avvolgimento    .Coi tempi giusti in un batter di ciglia la tela è neutralizzata e passo a prua ,legato, per l'ammainata del biscione inoffensivo. Al rientro in pozzetto una chiamata di BMS(bollettino meteo speciale)di ovest 7.8 nel "LIONS" mi  fulmina. Cribbio!
é proprio dove sono io!Mai messe le 2 mani più in fretta in vita mia. Mi copro al meglio,barrette in tasca , bottiglia di proenergetico in pozzetto e ....   c'è poco d'aspettare. Soffia ,soffia,dando inizio ad una delle cavalcate più epiche della mia non cortissima carriera velica.
Sono in rotta,velocissimo,il Naus gioca in casa in quelle condizioni ma .... sono solo. Non tarderò ad accorgermi che il TP 20 ed il 2000,pur facendo miracoli ,non mi garantiscono,margini di sicurezza tali da consentire abbandoni del timone prolungati come il carteggio ,il riposo  e l'alimentarsi non d'emergenza richiederebbero.
All'alba,che mi coglie già  quasi al largo  di Marsiglia(!)il mare fa davvero impressione. Noto che correndoci insieme ,in poppa come sono,ho più tempo di apprezzarne e temerne la forza ,rispetto alla bolina. In bolina tutto si risolve in uno schiumone da evitare nei suoi effetti dirompenti sul pozzetto od in caduta nel cavo. In poppa la modulazione della rotta è molto più articolata in funzione della velocità che vuoi o non vuoi far prendere alla barca,per non infilare il naso,dei frangenti di contorno,che arrivano da tutte le parti,del vento apparente che ruota in funzione della velocità portandoti magari alla strapoggia,nell'incessante rollio. Insomma è uno stimolo
plurisensoriale continuo che ti logora poco a poco e ti sottopone a tensioni che la soddisfazione per le miglia corse non serve a mitigare.
Verso mezzogiorno sono cotto,affamato ed in preda alle prime pericolose allucinazioni,giungo perfino ad odiare il rumore del mare schiumante.
Non reputo saggio avere le allucinazioni,planando tra i frangenti a più di 10 nodi quindi decido di prendere...:la cara vecchia cappa che ci hanno insegnato ai corsi di vela tanti anni fa. Fiocco a collo,timone più o meno in centro,randa più o meno lascata e..cambi incredibilmente dimensione.
Tutto si assopisce,e posso finalmente buttarmi 20 minuti in branda ,fare il punto e sbocconcellare qualcosa di più di una barretta.
Nelle successive 6 ore riprenderò altre 2 volte la preziosa andatura.
Nel frattempo la costa è passata alla mia sinistra alla velocità della  luce. Porquerolles,Levant,cap Camarat al tramonto sono solo un ricordo. Nicola mi rassicura sul calo definitivo del vento e ,pian piano ,ridò tela.
Dopo 24 ore di 7.8 fissi che bello tornare ad un banale ma rassicurante 4.5!
Ad ogni buon conto la fatica che ho provato nella situazione mi ha un pò preoccupato:non so come avrei retto un rinforzo d'Aliseo od una perturbazione atlantica che ,si sa ,possono durare ben più di 24 ore. Diciamo che con dei piloti più performanti avrei potuto riposare prima e di più?Dai diciamolo.
Nel frattempo gli sms e,finchè è stato possibile,le telefonate,mantengono intatta la rete dei contatti.
Apprendo che Gaetano Mura ed Andrea Rossi,partiti qualche giorno prima di me,hanno avuto il loro bel da fare all'altezza di Marsiglia.
Gaetano,che si esalta in solitario come il suo bel 11esimo posto alla Mini Solo sottolinea,è stato costretto a portarsi al largo sulla battimetrica dei 1000m per rendere accattabile un mare che un est violento aveva reso pericoloso.
Andrea aveva optato per la tattica dell'ancora galleggiante,con quali risultati speriamo che ce lo racconti sul suo sito tra breve.
Si fa vivo Vettorato,spronandomi a darci dentro per doppiare la Giraglia prima di martedì per evitare,un "buferone"con "ondoni"come dice lui.Io gli ricordo che l'anno prima l'avevo indotto,quando era in crisi a Barcellona,a continuare ad ogni costo la sua qualifica ed ora ,un anno dopo,ero io ad essere in braghe di tela.
Nicola mi informa che Apolloni,dopo la Lions,è ripartito il giorno dopo per il suo giro di 1000m senza pilota automatico!
Non ho parole,siamo di fronte al disumano. Riccardo ,lo ricorderete,aveva acciuffato per i capelli la Lions dopo una riparazione in zona Cesarini dell'albero. Con che forza sovrumana potava pensare di ripartire subito ,senza pilota,con la prospettiva di dover finire ad ogni costo PRIMA DELLA 3 CONTINENTI?Da quel momento in poi tutte le volte che ho attaccato pilota,e sono state infinite ,mi sono sentito un "minus"!
Per me è tempo di bilanci.Ho coperto più di metà percorso in soli 5 giorni,OKBABY non fa una piega,mi accorgo che un paio di turni di riposo di 30.40 min consecutivi mi permettono di riaccendere la luce in ogni condizione di stanchezza,la cambusa strabocca  earriverò alla Giraglia sicuramente prima del colpo di vento ed inoltre mi si stavano spalancando le porte di quello che credevo (erroneamente)un giardino dell'Eden:l'arcipelago toscano.Di che essere soddisfatti!
Il lunedì passa tra ariette leggere ,erratiche,ma sempre ariette,su di un mare finalmente d'olio. Rassetto la barca ,asciugo tutto quello che posso e mi do una sbarbata con doccia e shampoo.CHE BELLA LA VELA.
Doppiata la Giraglia lo scenario muta radicalmente.Avevo scordato le piatte e la lotta per agguantare i refoli ed in quel pomeriggio ne ha fatto scorpacciate.Le previsioni per un etonante "-10 giorni" si liquefanno in poche ore di log a 0 o poco più.
Poco male:il paesaggio è splendido,non esiste un album dei record e sono tanto avanti sulla mia tabella dei 15 giorni da potermi consentire ancora per un pezzo mollane e simili.
Oltrettutto sul far della sera,complice il BMS Di SW 8 per capo Corso,entra un bell'ovest,che mi accompagnerà,in un susseguirsi di spi piccolo ,grande e frullone per tutte le 24 seguenti.
Pelo Pianosa e la sua bellezza mi stupisce:fino ad ora l'avevo sempre considerato un fastidioso biscione,da evitare nelle varie regate passate di qua,ed invece è proprio bella ,anche se inaccessibile.
Che bello se avessimo avuto lo stesso vento nella Corsica x 2 2006 o nel Gran premio di Aprile.
Le miglia passano ,il clima è ottimale,alla faccia di quelli che avevano pronosticato la nostra cottura in una estate caldissima,gli appunti sul giornale di bordo si allineano ,fastidiosi ma metodici,la musica rimbomba in pozzetto:goditela Stefano che la festa sta per finire.
L'avvicinamento a Giannutri si compie sotto cielo grigio,nulla da invidiare al Fastnet,temperatura fresca e sw 12 15 al traverso ,quindi con genoa.
Guardo verso ovest e vedo chiazze di cielo blu sempre più ampie ed in avvicinamento rapido,molto rapido.
Nel giro di qualche decina di minuti il blu mi raggiunge,il sole irrompe sulla scena ed il mare prende meravigliosamente il colore del cielo.Noto subito che la brezza rinvigorisce,rinvigorisce.in breve è chiaro che devo fare qualcosa.
Mentre sto per decidere cosa e quanto ridurre squilla il telefono;non sarebbe il momento di rispondere ,dato che sto per passare all'azione.Di riflesso mi metto in ascolto e.. è Nicola che mi chiede dove sono e mi avvisa che Gaetano è a Solenzara con 40 nodi di vento in porto!.
Ne segue una rapidissima interruzione della conversazione,con istantanea presa di 2 mani alla randa che ,di li  a poco ,ci vorranno tutte.
Siamo sui 25 .26,che spingono ancora bene in rotta per le ultime 10 m prima del nuovo giro di boa.
Anche Giannutri mi lascia a bocca aperta:santo cielo che belli i nostri mari,anche se noi passiamo sempre come dei forsennati!
Domanda:se voi arrivate ad un'isola toscana con sw 5,e dopo averla doppiata,puntate a 300 gradi ,a che andatura pensate che sarete dopo il giro?Se state per rispondere :"ad un bel traverso un pò largo" vi dico che state sbagliando di grosso!In quei posti vi spetta una bella bolina ,giusto sul muso ,con rinforzi da tormentina.
Ed è proprio così che ha trascorso la notte seguente:intrecciando bordi piatti tra il Giglio e L'Argentario,con la costa tanto vicina da non potere quasi mai dormire.
Da quel momento,complici l'accumulo di stanchezza e la disillusione,il motto CHE BELLA LA VELA!mi sgorgherà spontaneo a voce alta ,con significazione assolutamente e dolorosamente ironica,ogni volta ,e saranno tante,che avrò qualche difficoltà tecnica o qualche disagio a bordo.
All' alba mi concede una tregua rigirando per qualche ora al largo,ma è solo uno spiraglio:all'avvicinarsi dell'Elba il NW riprende vigore,mi ricostrige a 2 mani,facendomi sembrare il passaggio tra l'Isola maggiore e Pianosa come uno stretto imbuto ,difficile da lasciare alle spalle a forza di bordi esasperantemente piatti.
Mentre sbocconcello un pò di formaggio in fondo al pozzetto ,per ripararmi alla meglio dagli spruzzi impietosi,ho più volte modo di domandarmi se era proprio questo che ricercavo nell'altura e se non fosse magari vero che avesse ragione Romain Vidal a dichiarare, nel corso dell'ultima Mini, che l'uomo non è fatto per vivere in mare.Altro che Azzorre!
Non so che il peggio deve ancora venire:scapolata a fatica Pianosa rimango per tutto il pomeriggio in preda alla più folle sarabanda
di venti che abbia mai visto:nw,ne,w,sw,tutti si accaniscono a turno su OKBABY,rinforzando fino a 20 nodi,all'improvviso,calando in pochi minuti e lasciando le vele sbattere all'impazzata,prima di passare la mano al compagno:un delirio diabolico!CHE BELLA LA VELA!
Anche le cose peggiori,prima o poi, hanno termine e ,ormai sul tardo pomeriggio,un w nw si stabilizza ,rinforzando .Su di lui OKBABY appoggia la rotta,giusto giusto parallela alla costa della Corsica,appena fuori della Giraglia.
é ora di reagire:mi obbligo a scaldare un pasto caldo ,appesantisco l'abbigliamento e do voce all'mp3:vai Stefano che si riparte e ,malgrado il trattamento un pò rude che hai subito nelle ultime 24 ore non mi sembri messo così tanto male,si vede che eri bello allenato.
 
 
Ad andatura stabilizzata posso finalmente gustarmi il piacere di guardarmi in giro.Non c'è dubbio :è un cielo da fronte freddo,limpidissimo.Non occorre arrovellare lo sguardo per tentare di riconoscere animali e figure grottesche tra la forma delle nubi.
Queste sono pochissime ma...hanno contorni nitidissimi,sono grandi e ti inducono da sole a riconoscergli dentro animali ,cangianti al  ritmo sostenuto del vento  impetuoso che le spinge.
Sarà  stato un piacere infantile ma in quel contesto sontuoso vi assicuro che anche lo skipper più serioso e scafato non ci si sarebbe potuto sottrarre .
Intanto continuiamo la corsa verso il capo spinti da questa "burrasca da w in corso"(bum!),come recita un bollettino italiano.
Comunque di vento ce nè ed è in questo tramonto che compio l'unica vera belinata della mia lunga navigazione.
Nell'esasperante tira e molla che ha caratterizzato le 24 ore precedenti ,per semplificare il lavoro, avevo deciso di legare la TMT a prua,con un gerlo e 2 elastici ,per semplificare e velocizzare il suo  eventuale utilizzo.
Evidentemente l'avevo legata male,visto che ,gettando come d'abitudine lo sguardo "sotto"per una verifica periodica,mi sono accorto che un lembo galleggiava già lungo il bordo,tirando sempre più tela in acqua.
Avrei dovuto lascare un pò la randa prima di andare a prua ,per raddrizzare un pò OKBABY.Invece mi ci sono tuffato come un fischello,naturalmente in quello il vento ha rafficato cosicchè mi sono trovato a trascorrere un bel 5 minuti sulla non comodissima(a quei gradi di sbandamento)prua del Naus per recuperare la TMT e dragliarla sulla battagliola,il tutto non sapendo se usare le mani per tenermi o per lavorare,letteralmente inondato dagli spruzzi e dai frangenti.
A fatica ultimata ritorno strisciando in pozzetto urlando a squarciagola:"ma non si può!e una folliaaaa!siamo tutti pazzi!"
Per fortuna  la vecchia ma pesante cerata ha ridotto i danni e quindi decido di non cambiarmi,facendomi asciugare addosso quel pò di inumidito Che ho addosso.
Sono le 22 circa, mancano 10 m al capo che sto scapolando bene al largo quando.AVVISO DI BMS 8 RAFFICHE A 9 NEI PRESSI DI CAPO CORSO!
Ok ragazzi ,il peggiore degli incubi si sta materializzando,ed ora che facciamo?
Prima di partire ho a lungo riflettuto sulle modalità difensive che avrei assunto in casi del genere.
Ero giunto alla conclusione che  ,forse peccando di presunzione,in nessun caso sarei andato a cercare riparo in costa,ritenendo il riparo in un porto una fastidiosa e faticosa interruzione del ritmo.
Visto che non siamo a Capo Horn,ritengo che una barca marina come il Naus se la caverebbe benissimo all'ancora galleggiante,giusto quelle poche ore per far passare una perturbazione estiva,per poi ripartire con la minor perdita di tempo ed il minor stress possibile.
Quindi .anche se le luci di Macinaggio occhieggiano a poche miglia(di bolina stretta però)Si va avanti.
Si attua il piano da allarme rosso:pilotino e materassino di sottovento rimossi,pilotino di sopravvento protetto da un sacco di plastica,sedia da giardino in cabina,si issa TMT terzarolata e si da la terza alla randa, drizze e alabassi vari ben adugliati e stabilizzati nelle tasche,tasche del pozzetto piene di barrette e bevanda alla caffeina e taurina,doppio penzolo alla cintura per essere legato alla barca sia lungo che corto...
Ricordo da ragazzino, sul Garda,quando dal balcone di casa vedevo la schiuma dei frangenti del peler al largo di Maderno e ,malgrado le dissuasioni della nonna e dei vicini di casa, mi tuffavo sul semicabinato di famiglia(unOceanix 5,60)per andare ad affrontarli.Mi ricordo il batticuore che avevo mentre coprivo il miglio che mi separava dal canale,pregustando e temendo al tempo stesso le raffiche che ,era matematico ,mi aspettavano fuori.
Era bello ed eccitante rivivere ora le stesse emozioni.
Per qualche ora io e la luce di quel faro ci studiamo ,come due pugili nel primo round.Non si sa chi colpirà per primo,è tutto un gioco di finte e assaggi.
Ogni tanto la randa , pur ridotta ai minimi termini ,si schiacciacontro il sartiame per la forza della raffica;ho il tempo di pensare "ecco inizia" e poi ricala.Io sono sempre all'erta ed anche la papera,con la sua veletta piccolissima arancio a prua,ha assunto un'aspetto bellicoso.
Passano le ore,esco anche dal ridosso del capo ma ...niente.Mi trascino a 2-3 nodi ma per rispetto del posto attendo a ridare tela.
Ai primi albori,in fondo un pò deluso mi decido.Così non si può continuare,siamo quasi alla cappa!dai Ste ridiamo Almeno tutta TMT e leviamo una mano....Si parte!In fondo si trattava sempre di un over 30 che ora possiamo esprimere ,seppure su rotta un pò troppo settentrionale ,a 5 nodi.
Quest sw ci spingerà ,sempre più attenuato ,per più di 24 ore,perfetto per la conduzione con l'elastico del timone e consentendoci lunghi periodi di riposo senza intaccare le riserve energetiche della barca:fantastico.
In effetti occorre fare un pò di attenzione nell'uso dell'elastico :se il vento cala è sicura la partenza alla poggia della barca e mi è capitato di tuffarmi in pozzetto ,insospettito dalla calma  improvvisa,e di vedere la prua puntare verso terra.
Se il vento di bolina è invece forte e stabile tutto procede a meraviglia.
Accosto la Francia al largo di Antibes,con ariette finalmente portanti,ed il sole che serve per una nuova rigenerazione della barca e dello skipper.
Sento di aver finitola prova ,mancano solo 150 m e comincio a cullarmi  nella speranza di un comunque buono "meno 12".
Naturalmente la parola finale spetta sempre al mare che ,carogna ,mi rimette ancora alla prova,imponendomi un bordeggio tra le isole di Hyeres con un "over 25"su mare incrociato e corto da 2 mani,ripetutamente tolte e messe.
Questa fase mi pesa molto:ormai ero in colpevole rilassamento pre arrivo ed ,in fondo ,la stanchezza si stava accomulando da 10 giorni.
Vivo con rabbia e disillusione i miei ultimi"CHE BELLA LA VELA!"poi mi ridosso in "quasi cappa"dietro la penisola di Giens,per nutrirmi e vestirmi,pronto all'ultimo cimento col Leone.
Per fortuna il cimento non ci sarà:il nw si rivelerà, nel golfo di Tolone,poco più di una termica.A Marsiglia girerà a ssw consentendo l'uso ,seppure un pò impiccato ,del frullo e nelle ultime 30 m,come previsto da Nicola e Fulvio,gira addiritura a se.
Le ultime ore sono realmente magiche ed indimenticabili:mare piatto che neanche il lago ,luna piena con tutti i riflessi che potete immaginare,spi grande che spinge una gongolante OKBABY a più 5-6 fissi ,in decontrazione assoluta.
Tagliamo la linea d'arrivo alle 0400 di domenica,coprendo le 1000 miglia in 11giorni e 22 ore(credo sia il record dei naus,per quel che può valere).
Con queste righe termina il racconto della mia qualifica.Nelle prossime news del sito farò i bilanci della stagione e,a bocce un pò più ferme,proverò a tracciare la parabola del futuro velico di OKBABY e del suo skipper.