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Preparazione Fisica - 1^ Parte
 di: Stefano Paltrinieri

Ho già dedicato qualche riga alla preparazione atletica del minista con un intervento nel forum .
Vorrei ora approfondire l'argomento, fornendo qualche informazione in più agli appassionati che vogliono vivere la loro esperienza Mini con qualche chance in più di soffrire un pò di meno e di farsi meno male in barca.

Non voglio tediarvi con un ponderoso trattato supertecnico o impelagarvi in tabelle ma solo offrirvi spunti per affinare la vostra curiosità e la capacità di specificare meglio le vostre esigenze ai preparatori delle palestre che eventualmente frequentate.

La preparazione del Minista deve necessariamente essere poliedrica:

1. la resistenza

2. la forza

3. l'equilibrio

4. la flessibilità

devono fondersi sapientemente con lo scopo, l'ho già scritto, non di farci diventare più bravi a navigare, (sarebbe troppo facile!) ma di sfruttare appieno le nostre potenzialità:

Se in una scala da 1 a 100 tu vali velisticamente 60 e sei ben preparato, puoi navigare per giorni a livello 55, battendo un velista che, pur valendo 80, naviga poco reattivo ed esaurito prematuramente a livello 50.

Tenete comunque sempre presente che anche il velista forte come Vizzoni, resistente come Baldini e agile come Chechi, se non saprà gestire correttamente dei rigorosi ritmi di riposo e alimentazione, in capo a due notti sarà surclassato da un normodotato, sedentario che sappia navigare e gestirsi con oculatezza.

Intendo suddividere l'argomento in capitoli che vi proporrò nel giro di poche settimane.


1 - LA RESISTENZA

La resistenza allo sforzo è la qualità che basterebbe da sola a qualificare la vostra forma fisica prima di una regata.

Gli esempi si sprecano:

· il vincitore della Mini, Douguet ha impostato tutta la sua preparazione su corsa e nuoto

· Thomas Coville due giorni dopo il suo recente record atlantico macinava già un'ora di nuoto in piscina

· al mitico centro di Port la Foret, fucina dei figaristi, ci si allena come triatleti

· Grant Dalton è un'ironman da 11 ore (proprio come me, peccato che le similitudini tra di noi finiscano qui!).

Corsa, bike, nuoto, sci di fondo, roller, spinning, nordik walking, giochi di squadra vari....c'è n'è per tutti i gusti, le predisposizioni, le età, le situazioni articolari, le ubicazioni geografiche, le stagioni e i climi:
non avete scuse... vi tocca.

Mi rendo conto, data l'assoluta eterogeneità dei lettori di queste righe in quanto a età, allenamento pregresso e disponibilità di tempo, di quanto sia difficile tracciare linee troppo rigide.

Ritengo comunque che per ottenere dei risultati tangibili non si possa andare sotto i seguenti parametri:

Frequenza: 2 sedute settimanali

Durata: da 30 minuti (il doppio in bike) a un'ora.

Periodizzazione.

· Primo ciclo (almeno 4-5 mesi prima della prima regata) della durata di 2 mesi
è caratterizzato dal metodo degli sforzi uniformi a ritmi blandi, tali cioè da poter essere sostenuti ad un regime di pulsazioni che non superi l'80 per cento della formuletta 220 meno l'età. Naturalmente ciò non vale per i cultori di sport aciclici, come quelli di squadra ed anche nel nuoto è meglio non addormentarsi con troppe vasche di continuo a ritmi troppo lenti. Questa prima fase, un pò noiosa, crea le basi fisiologiche ed articolari che consentono di assorbire meglio le sollecitazioni più aspre dei cicli successivi.


· Secondo ciclo, della durata di altri 2 mesi
In barca si è sottoposti a sforzi intermittenti: provate a pensare al fiatone che provoca il passare dall'inerzia della seduta in pozzetto ad una riduzione di randa seguita subito da una di fiocco con spostamento dei pesi in cabina ed eventuale carico dei ballast!

Per prendere confidenza con questo tipo di fatica il secondo ciclo si basa sull'alternanza di fasi di impegno blando con altre di impegno al 90-95 %.

Es.dopo 5 minuti di riscaldamento alternare da 1 a 5 minuti più intensi ad altrettanti di recupero, per un totale di 30 -40 minuti.

Le possibilità di sviluppo del lavoro ad intervalli sono infinite; si possono effettuare sedute di sole variazioni brevi(1-2 min) o di sole variazioni lunghe (3-5 min ) o coordinarle in miscellanee (1 min x 3,più un 5 min.il tutto per 2 -4 volte).

Ad ogni modo ,dopo 3 sedute intervallate è meglio richiamare una seduta uniforme anche in questo ciclo.

· Terzo ciclo
ci siamo, tra poco si naviga e lo stimolo allenante deve assomigliare ancora di più allo sforzo che faremo in barca. E’ il momento dei circuiti che alternano esercizi di forza veloce secondo modalità che specificheremo in seguito a tratti di esercizio aerobico qualificante della dutata di 4-6 min.

Es. circuito di forza, seguito da 5 min. a ritmo 85-90 % ripetuto 3-4 volte,

oppure:circuito di forza,seguito da 5 min. con scatto massimale gli ultimi 15 sec. di ogni min x 3-4 volte,

oppure circuito di forza,seguito da 5 min. col secondo ed il quarto min. al 95% x 3-4 volte,

oppure :circuito di forza seguito da crescendo progressivo di 5 min. da 80 a 95 % x 3-4 volte.


Stefano Paltrinieri

<<2^ parte>


Per scaricare il file  completo in formato PDF collegati al sito www.classemini.it




 


 

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