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MINI FASTNET 2010

Credo che il Mini Fastnet sia l'unica regata per cui valga la pena di spendere qualche riga solo per descriverne i giorni di vigilia.

é la terza edizione a cui partecipo ed ho già di sicuro raccontato questi particolari.Spero di non tediarvi con le ripetizioni ma mi è impossibile non sottolineare la splendida unicità di quell'atmosfera,tale da giustificare un viaggio di quasi 30 ore ed una logistica impegnativa e costosa ,solo per essere lì.
I tetti neri delle case ,la calma surreale per noi mediterranei che avvolge il paese,il ciclico variare delle maree che rende il passaggio sui ponti delle banchine o una passeggiata o un'impervia arrampicata,la funzionalità del circolo e la gentilezza dei volontari che sono il vero motore della manifestazione.....sono tutti ingredienti di una pietanza dai sapori forti ed unici...da provare!
 
Io e Nicola ce la siamo presa comoda.Approfittando di una oculata scelta dei giorni di ferie siamo riusciti a partire addiritura il sabato prima,così che già da lunedì mattina Duchessa Extra fa bella mostra di sè ,pavoneggiandosi tra  i mostri ed  i mostriciattoli che hanno appena finito il MAP e riempiono già il porto di Treboul.
Se da una parte questo ci consentirà di arrivare al giorno della partenza belli riposati,dall'altra prolungherà un pò l'agonia di una vigilia che non può non essere carica di tensione,data l'importanza del percorso e la fama che lo precede.
Il tempo ce la mette tutta per rendere quanto più nordica possibile la nostra permanenza.Cielo grigio ,scrosci frequenti,la notte con due piumoni ed il berretto calcato sulla fronte...abbiamo voluto la bicicletta ?Ed ora pedalare!
Dobbiamo ricorrere ad uno sforzo di volontà per tirarci giù dal letto e sciropparci una mezz'ora di allenamento atletico,ma ci riusciamo sempre...
Non ci sfugge che ogni giorno due pulman scodellano decine di mocciosi vocianti che ,dopo una vestizione immagino quanto incasinata....si imbarcano su optimist,catamarani e surf(!) per scorazzare su di quel mare nero e gelido all'aspetto!Guardo I giovani Rogues,Norman ,Beaudard e non dubito che un decina di anni fa tra quei mocciosi c'erano anche loro.Che scuola e che cultura specifica!
Passano gli anni!Riconosco parecchi numeri velici di cui conosco non solo il proprietario precedente,ma addiritura quello prima ancora!Forse è tempo che mi faccia da parte.....
 
Fino a giovedì le banchine sono tranquille.Quasi tutti hanno concluso ,come detto,il MAP ed il Club ha avuto la bella idea di evitare a tutti loro la reiterazione dei controlli di sicurezza,pertanto non si respira ancora la consueta frenesia pre gara....ma dal giovedì pomeriggio...
Ormai il Mini Fastnet è rimasta l'unica prova lunga in doppio del calendario del nordo,un pò come da noi il GPI.Il suo richiamo risulta dunque irresisitibile per il "milieu"650 d'oltralpe,al di là dell'importanza intrinseca della regata e del fatto che si tratti della 25 edizione.
Vincitori e protagonisti delle ultime edizioni della Mini -Transat girano a decine tra le barche ,chi come co-skipper .chi come preparatore ,chi come curioso.
Le Blevech,De Laureyssens,Sineau,Maslard,Cospern,Brasseur,Ryou ,i nostri Apolloni e Klein e potrei continuare per mezz'ora...Tutti naturalmete a parlare di Mini ed a scambiarsi valutazioni ,pareri ,novità,in un cocktail fantastico dall'altissima densità pedagogica.Che invidia!
Qualcuno mi domanda di Di Benedetto,dimostrandosi assai competente sulla vicenda e facendo quasi i complimenti a me ,in quanto suo connazionale.Capita l'antifona?
 
Grazie alla precisione di Nicola i controlli filano lisci come l'olio ed incassiamo i complimenti della commissione,Altro che "les italiennes"!
 
Le sere le trascorriamo nel tranquillissimo(figurarsi!)casotto del campeggio a segnarci frequenze di fari,Waypoint e ,soprattutto ,le correnti.Che rituale bello ed indimenticabile.....
 
Prima scoperta.Ero sempre vissuto nella certezza che al Mini Fastnet,per ragioni di sicurezza,la data di partenza venisse fissata
 in funzione del coefficiente di marea,scelto tra quelli bassi,e l'ora in funzione di un passaggio del Four,a 26 miglia dal via,immaginato in favore ,o quasi ,di corrente.
Palle!  Il Bloch Marine ci spara sui denti un 91 di coefficiente,che di certo basso non è,con un massimo teorico a 120.
Ma il peggio deve ancora venire: si parte alle 13 e verifichiamo che già alle 18 .50 la marea comincerà a "remare"contro,con un culmine dalle 20 di CINQUE nodi di flusso contrario!
Sicchè abbiamo solo 5-6 ore di tempo per colmare la distanza....ed il meteo?Ci cadono le braccia:saranno Nord o NW,quindi di riffe o di raffa ci sarà da bordeggiare,con bordi più o meno favorevoli ma da bordeggiare.Dal momento di quella scoperta l'umore cambierà nel nostro alloggio ed i silenzi pensierosi si dilateranno a dismisura.
 
Il GPI,col suo bel risultato, ci aveva esaltato e viziato un pò.Il particolare su cui abbiamo poi riflettuto è che là su 540 miglia se ne erano coperte 520 alle portanti,condizioni evidentementi favorevoli al Te Salt.
Qui è tutta un'altra storia ed il prologo del sabato conferma i nostri timori.
Si tratta di un bastone di due giri e se nei lati in poppa dobbiamo quasi farci largo a sportellate per passare,le due boline ci lasciano poche speranze:ci vanno via tutti ,chi da far paura ,chi centellinendo il vantaggio,ma ci vanno via.
Porca miseria ,Nico,vuoi vedere che al Four rimaniamo i soli fessi con la corrente contraria,mentre gli altri sono già dallaltra parte?Parole profetiche!
 
E si parte!Siamo grati ad Alessandra che ci ha consentito ,col suo lavoro indefesso,di trovarci in questa invidiabile situazione e ci riproponiamo di tenere duro ad ogni costo,anche se rimarremo soli,correndo anche a cronometro al massimo delle possibilità nostre e della barca,senza condizionamenti negativi ma consci di stare per vivere una avventura comunque unica e meravigliosa.
 
Il vento si stabilizza su O-No,da 15-18 nodi.L'uscita dal golfo di Douarnenez è lunga 10 miglia, che copriamo di bordeggio serrato lungo la costa meridionale dello stesso.
Siamo in gara ma non ci sfugge la bellezza selvaggia e particolarissima, per noi meridionali,del loco.Che splendore!
Il gruppo si allunga ma riusciamo a rimanere attaccati con lo spago ai filamenti del plotone.Il Super Calin,il Pogo 1,alcuni P2 ,D2 e Ginto di acquisto recente,l'avveniristico 765 di Remy,si connotano come i nostri avversari naturali.
Lavorando di ballast riusciamo a tenerli nel mirino mentre molti di loro devono già fraseggiare coi terzaroli o gli olimpici.
Sono gli ultimi del gruppo,qualche barca loro gemella è già di molto avanti,ma su qualcuno ho contato 5 cambi di vela di prua in 10 miglia...tanto per dare l'idea del livello medio dei concorrenti e della loro determinazione.
Doppiata la meda di Basse Veille viriamo e scopriamo con piacere che il bordo successivo ci porta quasi in diretta sulla punta di St Matthieu,porta del Four.
Pesi ben sopravvento,ballast da scoppiare,gambe fuori.....inizia un angosciante conto alla rovescia,con l'occhio che dardeggia senza requie dal log ,al GPS ,all'orologio ,alle tavole di marea.
Ce la faremo?Il bollettino prevede per di più temporali forti nella nottata,con faffiche sui 35 nodi e l'ultima cosa che vorremmo sarebbe di subirli in acque ristrette.
Come rimpiangiamo il Med,bello e liscio senza sto casino delle correnti...naturalmete non immaginavamo che i nostri amici della Hexis nelle stesse ore non la pensavano allo stesso modo,in preda al Mistal incazzato......
 
Non ce l'abbiamo fatta.Alle 20 affianchiamo una St Matthieu che un primo groppo ha reso di un grigio -verde spettrale da fare paura.
Al diradarsi della foschia scorgiamo 10,15 vele a prua ,improvvisamente fattesi più grosse ,quasi raggiunte.
Dovremmo gioirne ma ce ne guardiamo bene:è una illusione diabolica.Il fatto è che sono più avanti di noi e sentono già il flusso contario,ora più forte per loro.
Tra poco toccherà noi passarci e ce lo ritroveremo ben più forte sul naso.
Abbiamo letto bene le tavole e ci è parso che dopo la punta di Le Coquet,all'altezza di Corsen,il golfo offra correnti assai più maneggevoli.
Il problema è arrivarci!Sono solo un paio di miglia...ma si riveleranno lunghe come la fame.
Siamo di bolina larga,il vento non scende mai sotto i 15 nodi,il mare è un'olio,più forte di 5-5,5-6 non si può andare su di un mini.....ma se guardiamo la costa e le mede...non siamo fermi ,tanto da buttare l'ancora ma poco ci manca!
Ricordo il 2009 con Andrea Rossi che faceva le foto al GPS per immortalare gli OTTO nodi di VMG e mi chiedevo cosa sarebbe successo se l'avessimo presa per il verso sbagliato...ed ora ci ero proprio in mezzo,coi nostri 0,2-0,3 di avanzamento sul fondo!
Proprio vero che nella vita occorre provarle tutte.
Le vele davanti sfumano  e scompaiono una ad una dietro Corsen.Non è ancora la solitudine assoluta ma le assomiglia molto.
Al tramonto,che qui significa quasi mezzanotte,ne siamo fuori.Sfioriamo la meda di Valbelle ,che sancisce l'uscita dal Four,a 4 nodi di finalmente reale VMG.
Intorno ancora qualche luce di via,il cielo,per fortuna ,è ancora sgombro.Dai questa è fatta !
Ed ora la seconda tappa.la Manica con la prua su Wolf Rock....ma ancora per poco!

 

Bilancio stagione 2009.
 
Innanzitutto siamo soddisfatti di una cosa:avevamo programmato un anno fa GPI,Mini Fastnet e Hexis Solo e GPI ,Mini Fastnet e Hexis Solo sono stati!
Non è raro leggere in inverno programmi  che poi ,all'atto dei fatti ,non si rivelano che roboanti smargiassate.Noi abbiamo fatto tutto quello che avevamo promesso e ne siamo soddisfatti.
 
Detto questo è utile esaminare un pò più da vicino i risultati ottenuti in queste tre regate . qQello che ne consegue è  una notevole soddisfazione,solo un pò mitigata da qualche rimpianto per dei contrattempi,in assenza dei quali la stagione sarebbe stata addiritura trionfale.
 
 
GPI
Diciamolo...Exing 99 non è andata mai così forte come in questa occasione e l'armatore Gianluca Gelmini ha avuto la soddisfazione di godere a lungo di posizioni in classifica che non si era mai sognato .
La vela è di sicuro uno sport aleatorio ma trovarsi ,dopo 200 miglia,nel gruppo di testa e davanti a Delesne ,futuro secondo alla Transat,è stato davvero indimenticabile.
Purtroppo il diavolo ci aveva messo lo zampino prima della partenza quando Gianluca ,nel trasportare la zattera a poppa ,aveva rotto con un calcio una saracinesca dei ballast di dritta.
Arrivati all'altezza di Fiumicino ,nel forza 6-7 di bolina,appaiati al Ginto di Pendibene,una volta virato lo abbiamo visto puntare come una freccia in rotta diretta verso il passaggio di Giannutri mentre noi,senza gli indispensabili 200 liri di zavorra che non potevamo caricare,abbiamo scarrocciato a tal punto da poterci meritare il doppiaggio dell'isola dopo ben SEI bordi estenuanti,sballottati come turaccioli!
Ad ogno modo il nono posto assoluto finale lo riteniamo un risultato positivo,tantopiù su di una barca che nelle altre due edizioni del GPI aveva siatematicamente trapestato le ultime posizioni.
 
Mini Fastnet
Sono sincero:quando ad un miglio dall'arrivo abbiamo "captato"dal vhf che la nostra posizione si aggirava intorno alla venticinquesima piazza sono rimasto male.
Erano due giorni che tiravamo con lo spi e lo avevamo armato subito dopo il Fastnet,in condizioni che ci parevano veramente dure e disagevoli,facendo forza al nostro disagio stancheza e mal di mare.
Credavamo che ne saremmo stati ricompensati in modo diverso ed invece...
Tuttavia ,a freddo, io e Andrea riconciliati con la nostra prestazione.
Le miglia corse senza balestrone e frullone prima di Wolf Rock sono un regalo che non si può concedere ad un parterre di concorrenti di livello molto alto ed omogeneo,che corre ,perfettamente allenato ,su barche recenti e ben ottimizzate.
Lassù ogni minuto è prezioso,,pare di correre la Centomiglia del Garda.
In questa luce possiamo annoverare anche la classicona del Nord tra le cose ben riusctie del 2009,tenuto conto che anche solo andarci ,partire ed arrivare costituisce ,per un armatore del Med,un titolo di merito non disprezzabile.
Per di più sono diventato l'unico italiano ad avere concluso per DUE volte il Mini Fastnet...dai ..non malaccio .
 
Hexis Solo
é la regata per cui il rimpianto è più grosso:essere arrivato dopo la prima notte di vento leggero a "tiro del gruppo"mi aveva esaltato,vederlo scappare via impotente nelle bavette diaboliche di Cap Bear è stato demoralizzante.
Tuttavia ,anche qui ,non sono mancato numerosi elementi rasserenatori.
L'avere gestito il ventoso prologo in solitario dando della buona tela,la bolina con due mani e TMT corsa praticamente a pari con lo Zero di Ramon,il doppiaggio  notturno del campo di mitili di fronte a Narbonne Plage hanno strutturato una buona autostima.
Ma se ho deciso di inseguire la pazza idea di iscrivermi per la seconda volta alle Azzorre lo devo a quello che è successo nell impoppata moscolosa che è seguita.
Sono anni che cerco di mettere a punto sul Naus un sistema efficiente per bracciare il tangone,uno per armare un tangoncino per il genova e a lungo mi sono arrovellato per organizare delle volanti su di una barca che ne nasce priva.
Ebbene tutti  tre gli apparati sono stati messi a dura prova dal Mistral ,hanno funzionato alla perfezione,i pilotini non hanno demeritato e lo skipper stagionatello neppure......quindi si va avanti.
Oltrettutto ho avuto la fortuna che ,durante le ultime miglia del trasferimento post regata,la chiglia si è messa a ballare,evidenziando per tempo una grave difetto di costruzione del Naus ,a cui ho quindi potuto far fronte ,in modo spero definitivo,con tutta calma in autunno.
 
 
Ben lanciato da un 2009 ricco di spunti,non avrete dubbi sul fatto che abbia le idee chiarissime su quello che sarò il 2010!
Ve ne metterò al corrente a breve.
Stefano

 

  30/07/09

Le grande 8 en solo

Solo un mese fa mi permeavano là al nord  del Mini Fastnet un mare verde scuro ,un cielo cangiante su note prevalenti di grigio,prati e mucche fino sulla spiaggia,tetti nero e coprifuoco dalle 20 in poi.
Ora sto vivendo la viglilia della Solitaria del Gran8 Hexis Cup sotto un cielo blu vivido,davanti ad un mare dello stesso colore ,su spiagge abbacinanti ,intontito dalla musica e dal via vai ad ogni ora ...che bel contrasto!
 
Siamo solo in 15 iscritti e per di più due di loro ,preoccupati dal bollettino,molleranno la presa solo 10 minuti prima di essere trainati fuori dal porto.....ad ogni modo 13 o 73 non fa differenza :quando parti per una Solo il groppo che ti stringe la gola è sempre un'emozione fortissima,ad ogni stadio della tua carriera ed ad ogni età.
 
Il giorno prima avevo fatto nel prologo la mia bella figuretta:20 24 nodi di SE,frangenti che spruzzano al di sopra della foranea.Solo sei barche che vincono pigrizia e timore e tra queste un sola condotta da un solitario,io.
Indoro il tutto dando spi ed è bello ricevere alla fine i complimenti di uno come Hugo Ramon Due Transat ed la Azzorre alle spalle e la fama di "piede pesante"...
 
La mattina della partenza il vento dovrebbe calare....ed invece non ci pensa neppure!
Alle 11 si dà il via alla procedura di traino,Io sono il primo e perciò mi tocca incappare nella sventura di sperimentare che li Zodiac non ha la forza sufficiente per quelle condizioni....per farla breve... perde il controllo della traiettoria ed io mi ritrovo,con sommo orrore,incagliato sulla diga foranea.
Il recupero è affannoso ma veloce e la giuria decide di procastinare di qualche ora il via.
Che bello annegare la tensione,surmoltiplicata dall'incidente,in un bel tuffo nel porto per verificare gli eventuali danni!
Comunque anni di attività sportiva e controllo dello stress mi sono di aiuto:verifico che sono solo sbucciature superficiali e mi riorganizzo mentalmente per il vero start.
 
Alle 15.08,al via, pelo la barca giuria partendo che neppure Cayard.Isso spi anche stavolta,ma il miglio scarso di bolina nella baia,come è ormai consuetudine,basta per relegarmi nelle utime posizioni.dai ...è ancora lunga!
 
Il primo pomeriggio si svolge atrocemente su onda residua ed arietta che spinge ad 1-2 nodi
 o poco più.Cribbio!Sono 3 giorni che spara da SE!Fosse rimasto staremmo viaggiando come siluri in rotta di bolina larghissima.Sappiamo tutti che il pomeriggio successivo entrerà un BMS 7-8 e la corsa col tempo si sta rivelando usurante.
 
Chiaro che in queste condizioni non posso che vedere le vele degli altri diventare sempre più piccole fino a sparire quasi tutte.
è dura..mi chiedo che ci faccio lì con un Naus e spergiuro che si tratta della mia ultima regata su quella barca.
 
La notte è generosa: il previsto NW 10 12 nodi entra e la musica cambia radicalmente.Il frullone ridiventa una vela, da straccetto  fluttuante che era,il mare spiana.e.grazie all'aiuto del pilota,macino miglia ed ore di sonno intermittente ,controllando di frequente la rotta sotto un cielo splendido di stelle.
Comunque non riesco mai a rilassarmi del tutto,al punto di non riuscire neppure ad ascoltare la musica in pozzetto.C'è poco da fare :la fama sinistra di questi posti è troppo radicata e sono troppe le miglia che ho sofferto ricoperto di sale in questi paraggi per farmi abbindolare.da due stelline.
Il Leone è veramente un' altro navigare e chiunque si sia cimentato nella Qualifica lo potrebbe testimoniare:meglio confidare in una vipera!
 
Prima alba,bellissima con cap Bear  di prua,l'orrido Creus un pò sulla sinistra.Timono distrattamente,immaginando quante miglia di svantaggio avrò accomulato,quando mi giro a destra e ...scorgo.uno spi rosso!
 
Che bella apparizione!Si tratta di unTip Top ed un rapido sciabolare di binocolo svela altre 5 barche nel giro di 1 ,massimo 2 miglia.E bravo il mio Naus,che ,quatto ,quatto,mentre dormivo e mugugnavo filava a buon passo..
Nel giro di un'ora doppiamo tutti la boa di Banyuls...anzi due barche,sono anche dietro:lo Zero di Ramon ed un P2 spagnolo:meglio non avrei veramente saputo prevedere.
 
E qui la brutta svolta:sarà la barca ,sarà lo skipper ,sarà la sfiga...il vento ricala,Ne e SE flebilissimi si alternano ed a quel gioco fuori casa per la mia chiattona sottoinvelata mi vedo riprecipitare dietro e lontano dal gruppo.
è dura ,tantoppiù che il tempo passa,ormai siamo sul fare della sera ed a minuti(non esagero!)entrerà il Grand Frais,come da ore ci martellano i Secutitè sul 16.Pare di essere in trincea prima dell'assalto!
 
18,30:stiscia nera di prua in rapido avvicinamento.Finalmente l'azione!Riesco ad abbisciare per bene il frullone ed a stivarlo prima che i primi spuzzi rendanol'operazione troppo faticosa e bagnata.
Naturalmente sono già bello coperto e le due mani alla randa si susseguono, perfette,in pochi minuti.
Noto che ,per fortuna,la rotta per Gruissan,è solo sopravvento di 10 gradi.Vuole dire che il bordo mure a Sx è bello favorevole,anche se mancano 32 miglia.
Aumenta ancora.....che si mette ora a prua?Sto per andare in trincea per terzarolare il genoa quando noto che ,mezzo miglio sottovento,Ramon ha già armato qualcosa di arancione a prua!
Se lo fa lui che ha meno della metà dei miei anni perchè non io?
In pochi minuti il genoa è gerlato sul tangone che lascio sempre armato a prua ,per meglio manovrare sulla tuga arrotondata del Naus e la tormentina tira che è una meraviglia a quasi 5 nodi.
 
La papera si fa perdonare gli svarioni di poche ore prima:lego il timone con l'elastico e mi consento lunghe dormite.Ad ogni risveglio noto sempre ridendo sotto i baffi che Hugo non mi ha guadagnato un solo metro,e di sicuro starà usando un NKE con interfaccia alla centralina del vento in modo "vento apparente"(si fa così?)
 
Ormai è notte.il mare è diminuito e con lui il vento.Non ho esitato un 'attimo ad adeguare la tela al vento,complice l'anemometro a mano che tengo nella tasca del pozzetto.
Maciniamo con una mano verso il PROBLEMA nautico della regata.
A Gruissan non si deve girare una boa ,ma contornare una campo di coltivazione di mitili,evidenziato da cardinali,la cui luminosità sullo sfondo di Narbonne Plage potete immaginare.
Mi armo del fedele GPS portatile che tengo in tasca ed accendo a brevi intervalli fino a localizzare tutto quello che mi serve....matossando ad ogni virata bordeggio fitto fino all 0400 ,quando doppio la cardinale Nord e posso lascare le scotte.
Scusate il moto di orgoglio...ma Hugo non se l'è sentita di provarci ed ha fatto bordi fino all'alba per vederci meglio....
 
Ed il BMS?Dovremmo esserci dentro in pieno invece tracheggia ed io non mi fido!
Armo l'apparato che avevo lunganente programmato per le lunghe impoppate  oceaniche che  mi attendevo per la Azzorre 2008.
Sopravvento,a SX,monto un tangoncino,nella cui varea passa la scotta di Sx dello spi,incocciata alla bugna del genoa.Il bompresso è sempre armato e sottovento è pronto  lo spi piccolo,con la sola scotta di dx,tanto chi andrà mai a strambare con NW?
In questo modo sviluppo una fantastica farfalla che già mispinge ad 7.8 nodi e mi ci vuole un'attimo a passare allo spi,lascando solo la scotta che gonfia il genoa ,fino a farlo venire sottovento ,ed issando spi.
 
E finalmente ,dopo 6 anni di convivenza, ho capito a cosa serve un Naus!A PLANARE A VELICITà FOLLE SULLE ONDE,senza mai avvertire pericoli o tensioni .
Ho messo tutti i pesi a poppa,e malgrado ciò la prua si immerge ,scodellandomi poi addosso decine di litri di acqua,tengo le planate per decine di secondi e spesso quello che vedo emergere è solo la base dell'albero.....e lui niente:il timone rimane di zucchero,non accenna ad oscillazioni angoscianti,pare di viaggiare in treno....
Quel "culone"che nelle piatte trascina tonnellate di acqua ora acquista un senso e parimenti l'alberino che arma e che ho potenziato con le volanti che provo per la prima volta.
 
Mi guardo intorno.le striscie di schiuma si fanno più aggressive ed il vento inizia a polverizzare le creste.
Capisco che ,se dovessi perdere il controllo,non si tratterebbe di una di quelle straorze che Giacomozzi definiva"devono diventare un'andatura normale"ma farei le capriole.
Cazzo scotta per depotenziare la vela,lasco in grande il braccio  che,senza nodo terminale,fila tutto via in mare in sicurezza ed apro la drizza ,adugliata precedentemente "al contrario!nella tasca in pozzetto,con un giro su lWinch.
Con un bel pò di cuore in gola mi gusto per poco la bella ammainata:la seconda mano è di imperio!
Ripoggio,rimetto in un Amen il genoa a farfalla....e via ancora ,alla stessa velocità di prima,con le stesse emozioni.
Al primo calo di qualche nodo riesco perfino a dormire un pò e con solo un 4000 di ultima generazione all'attivo ,senza Giro ed Adattatore di angolo di barra...solo sul Naus!
 
La mia reattività è tale(scusate il moto di orgoglio)che riesco a rimettere ancora spi e solo a poche miglia da Marsiglia il mare che rischiuma mi obbliga alla definitiva ammainata,ma ormai siamo arrivati!
 
Come saprete,la regata è stata ridotta a Frioul e lo svantaggio che avevo accomulato prima di Gruissan era abissale ed incolmabile.
Ad ogni modo sono soddisfatto:un grande come Hugo è rimasto dietro ,altri tre concorrenti si sono ritirati e la mia stima e conoscienza della barca si sono ancora affinate ,in condizioni limite.
Forse vale la pena di programmare ancora qualche bella avventura sul "Camion" celeste!

 MiniFastnet 2009  di Stefano Paltrinieri vai alla pagina

  DIARIO  23-06-09

La regia del MiniFastnet 2009 è stata evidentemente affidata ad un genio:nulla ,ma proprio nulla,èstato dimenticato per rendere il canovaccio avvincente,vario e tecnicamente significativo per gli spettatori ed il pubblico.
Il percorso,già di per sè funzionale quant'altri nessuno a recite superbe,è stato valorizzato da un meteo che ha proposto in successione mozzafiato ogni situazione possibile ed immaginabile.
Alle bavette cangianti di tipo lacustre che hanno rallentato tutti all'uscita del golfo di Douarnenez ,è seguita una bolina con un 4 scaldamuscoli,dilatata per tutto il Chanal du Four.
L'onda morta in assenza di vento ha inflitto una prima notte atroce ai concorrenti,in lotta con boma oscillanti e spi fradici e recalcitranti e non tanto migliore è stata la prima metà di Manica,"sudata"con ariette di 4.5 nodi vanificate dal beccheggio smodato su onda contraria.
Il provvidenziale SW,ridistesosi da par suo fino a 20 nodi, ha ridato fuoco alle caldaie del gruppo che ,doppiata una splendida Wolf Rock con le macchine fotografiche in mano,ha poi finalmente fatto rotta per il Fastnet con  onda calante e vento in riduzione ma in favorevole rotazione più a sud,quindi quasi in rotta diretta. 
 
Il "genio" dell'organizzazione aveva fatto le cose per bene,predisponendo correnti forti sa SW giusto giusto nelle ore precedenti e seguenti l'atterraggio al Fastnet.
Nessuno nè stato colto di sorpresa ma i commenti colti in banchina dopo l'arrivo,anche tra "pellaccie"con anni di miglia sul groppo,sono stati unanimi:tutti avevano vissuto una delle esperienze più "forti"della loro carriera.
Il vento sui 25 -35,la pioggia battente,l'oscurità oppressiva hanno creato un cocktail di rara intensità. solo un pò mitigato dal fatto che non occorreva bolinare stretto.
Il sinistro padrone di casa ha giocato crudelmente con tutti celandosi alla vista dei concorrenti in avvicinamento serale o notturno fino alle ultime 5 miglia,per poi stordire tutti con una visione da incubo.
Evidentemente il genio di cui sopra ha attinto a piene mani al repertorio de"Il Signore degli Anelli"o de "La Guerra dei Mondi"per confezionare tanto gotico orrore.
Il Fastnet "spara"con un occhio rettangolare diabolico,sempre visibile da vicino,dall'alto dei suoi 80 metri di altezza, due fasci di luce a croce,che ruotano ciclicamente su  sè stessi.
La pioggia fittissima li moltiplicava in un'alone spaventoso ,consentendo di fargli riflettere i frangenti mugghianti ai suoi piedi e sottolineare a cicli il  profilo turrito dello scoglio:un vero Sabba!
Doppiato con le orecchie bassissime il funereo repere il gruppo si è ritrovato nelle stesse condizioni dell'andata ,ma sulle altre mura.
Si è trattato di una situazione di pericolo per molti:le collisioni  tra il gruppo in discesa e risalita si sono spesso sfiorate e per il Dingo 502 ed il D2 Kolibrì si è materializzato quello che lo skipper del primo all'arrivo mi ha descritto come "l'Inferno".
Il cozzo atroce ed inatteso tra le barche in corsa folle nell'oscurità assoluta crediamo che non verrà più scordato da nessuno dei protagonisti!
Altri hanno disalberato,alcuni hanno registrato danni al timoni,ritirandosi ,con chissà quale entusiasmo,in porti irlandesi
 
Siamo in Atlantico e la metereologia,per fortuna segue regoli precise e prevedibili.
Come anticipato nel briefing pre start a metà mattina di mercoledì,in non più di trenta secondi ,si è materialozzata l'attesa"bascula".
Pur non perdendo eccessivamente di forza il vento è ruotato a NW.
Come credete che abbiano reagito equipaggi esauriti  e fradici da quasi 15 ore di pioggia ,vento ed onda?Ma signori ...siamo in Bretagna sicchè....si mette spi e si parte sul filo della starorza continua !
 
Devo riconoscere che queste cose nel nostro Med,sui percorsi a cui siamo abituati,è difficile possano accadere:DUECENTOOTTANTA miglia sotto spi,dai 25 nodi iniziali ,calando ai 15 dell'ultimo Golfo:un'ebbrezza di difficile descrizione ma tanto ,tanto appagante.
 
Che deduzioni tecniche possiamo trarre alla fine di questa fantasmagoria caleidoscopica di avvenimenti?
 
Il Mini Fastnet è evento molto sentito al nord e ,come avevo già scritto prima della partenza,i campioni hanno fatto la fila per cercare un'imbarco.
Thierry Dubois,Manuard,Ryou,Maslard,le Vourch,Nick Bubb,Bourgues,Piveteau......ministi di punta dell'altro ieri hanno impreziosito le liste parteni ed il massimo si è raggiuunto al prologo,dove Ruyant ha imbarcato nientemeno che Sebastian Josse.
 
Le Diraison sta aggiustando il tiro:vincere in una settimana Map e Fastnet lo titola come campionissimo della specialità.
 
Il mito c'è ancora:chi ha dimenticato l'avveniristico e bellissimo Karen Liquid su cui Magnen ha vinto due Transat 10 anni fa?Questa volta ha perso la gara per soli 90 secondi a riprova che anche le barche vecchie ,se ben tenute ed attualizzate,posson dare ancora soddisfazioni enormi.
 
Il livello medio tra i proto è altissimo:l'arrivo di 11 barche in 36 minuti riprova che è proibito perdere anche solo un'attimo di concentrazione.
 
La nouvelle vague  dei serie avanza:due lenze come Benoust e De Terran questa volta ce l'hanno fatta,ma gli Under 24 come Rogues,Beaudart e Dalin mettono tutto il peso della oro bravura e del loro allenamento,monopolizzando tutti i posti a seguire.
 
Il Nacira si sta calibrando bene.sarebbero arrivati quarto e quinto tra i serie e,con solo due barche alla partenza ,ci pare un bell'incunearsi tra i P2.
 
Amatori con pochi soldi udite,udite:i vecchi ed economici P1 sono ancora vitalissimi e solo la lunghissima impoppata finale li ha allontanati un pò dal cuore del gruppo.
Il loro rapporto prezzo _possibilità di divertirsi permane altissimo....
 
E gli Italiani?
Siamo convinti che solo venire fin quassù a confrontarsi con una realtà così impegnativa costituisca già un titolo di merito enorme.
Nello specifico:
Casinò di Lugano del ticinese Rossi,coadiuvato da Paltrinieri,ha pagato un filo qualche avarietta di troppo,ma è sempre rimasto in un bel gruppo di velisti di spessore.
Basti ricordare che il vincitore della Mini Serie 2007 e detentore del record sulle 24 ore (269m),Piveteau,ha portato il suo P2 solo poco più di mezz'ora prima di loro!
 Nei prossimi giorni faremo un racconto più dettagliato della loro esperienza.
 
Golden Apple di Tosi,Miegge.
Luca ha compiuto un miracolo logistico riuscendo a partire da Venezia,per motivi di lavoro,solo all'ultimo,con la barca imbragata adagiata su di un fianco,su di un materasso di espanso e fissata con trabattelli da edilizia.
Dopo 7 mesi di abbandono le condizioni del suo P2 erano proporzionali alla qualità,pur geniale,dell'imballaggio:solo tanto olio di gomito e determinazione a prova di bomba gli hanno permmesso di essere al via.
Logicamente la stanchezza ha poi chiesto"dazio"ed i due bravi velisti al Fastnet erano un pò in riserva...Comunque un bel passo avanti per Luca in prospettiva Transat
 
Yak di Gallo ,Tiengo.
 A Maurizio,tornato giusto in tempo dal Pakistan ma con solide basi organizzative spettava un compito ostico,dal momento che il suo Twister corre ancora coi proto.
Purtroppo la complicata uscita dal Golfo di partenza, con le ariette che neanche il lago di Bracciano,gli è stata fatale.Maurizio ha perso l'attimo per poco ed è arrivato al Four con corrente sfavorevole.
Da lì in poi,e si era appena partiri,ha dovuto correre praticamente da solo ,a cronometro ,senza il beneficio ed il sollievo dei contatti diretti.
Lui e Massimo non hanno peraltro mollato un solo attimo,terminando con un distacco assolutamente dignitoso dal gruppo,a riprova di buona velocità e capacità tecniche.
 
Riccardo Apolloni:Riccardo si era preso un turno di "riposo"lasciando il fido P2 a riposare a la Rochelle imbarcandosi col sudafricano Trautman su di un proto di Magnen.
I due stavano conducendo una prova pari alla loro bravura,tirando sotto Code 5 sulla rotta del ritorno, quando il cedimento della calza di una volante ha determinato la caduta dell'albero ed il ritiro in quel posto isolato e bellissimo(così dice Riccardo)che è St Mary sulle Scilly.Credo che avrebbero fatto volentierissimo a meno di conoscerlo!
 
Archiviamo dunque questa edizione del Mini Fastnet che ,a detta di molti .è stata una delle più "virili"degli ultimi anni.
Ringraziamo i meravigliosi volontari dello splendido Circolo nautico di Douarnenez che hanno reso indimenticabile ed agevole ogni attimo della nostra permanenza.
......personalmente abbiamo già voglia di ritornarci....

 Diario       11-05-09

Il calendario delle regate tambureggia:abbiamo appena archiviato lo splendido GPI e subito la nostra attenzione deve rincorrere gli eventi agonistici che si susseguono e si accavallano senza tregua!
Proviamo a fare il punto su tutto ciò ,ed è tanto ,che è successo e sta per succedere nelle ultime settimane.
          Pornichet 650
Come non cominciare a parlarne se non dalla citazione della splendida prova corale dei nostri amici?
Parecchi ,se non tutti,si sono affannati nei centri di allenamento per tutto l'inverno...Riccardo arriva,mette la barca in acqua una settimana prima della partenza,dopo sette mesi di invaso,e ,se non fosse per il gustoso episodio della staorza mentre è intento....metterebbe tutti d'accordo!
Notate che non stiamo parlando di una regata col risultato alterato da piatte e bordi fortunati  ma di una Select che si svolge su uno dei percorsi più difficili del circuito ed in condizioni tale da causare ben 24 abbandoni!
Ed allora?Allenarsi è inutile?Calma...la classe naturale di Riccardo è di una caratura rara,tale ,a mio avviso ,da porlo in una dimensione unica.
Rimango dell'idea che sui Mini si progredisca solo con le miglia ed il sudore ed i risultati degli altri tre italiani lo testimonia.
Giancarlo stacca un sesto posto di grande valore e Daniela un risultato così solo un anno fa,prima della cura dello stage, se lo sarebbe sognato.Provate a leggere i loro siti e vedrete che le loro lusinghiere classifiche sono maturate malgrado incidenti di non lievissimo conto.
E Luca?é arrivato,quattordicesimo,malgrado un rallentamento di 45 minuti per riconnettere,dopo avere rimosso la mousse di galleggiamento, il braccio del pilota ed un'altro di oltre mezz'ora ,al riparo di Groix,per sgottare secchi e secchi d'acqua,che si infiltrava dai fori malchiusi della vecchia rotaia del genoa e che ,naturalmente ,gli ha messo fuori uso i piloti per parecchio tempo.
Solo un duro inverno in barca  ha garantito loro un simile salto di qualità.Bravissimi e che traino per il nostro movimento!
Ruyant inizia la stagione come l'aveva conclusa:primo ad Ottobre a Barcellona,primo qui.Il meccanismo è palesemente ormai ben oliato.
Il secondo è un redivivo.Ricordo Schipman a Les Sables,dopo il suo ritiro:occhio nero ,senza più sponsor,senza miglia..mi chiese in prestito un mazzuolo e dai colpi che dette per ore mi domandavo se la barca la volesse riparare o distruggere per la delusione.
Non mi stupii di vedere la sua copia di 624 in vendita, a Settembre...Bene . La sua ruota si è messa a rigirare per il verso giusto ed Henry si rilancia con un bel risultato.
Il Finot di Avram prende il terzo posto  ma mi piace rimarcare il ritorno di Despres,quarto per un soffio.
Fabien arrivò terzo alla Transat 2007.Nel 2008 ha fatto solo un'abbagliante rentree,vincendo la Marsiglia Algeri,poi più nulla.Rieccolo coi denti belli aguzzi nell'anno che conta!
Tutto sommato ,scorrendo l'ordine di arrivo,l'unico nome nuovo è l'ottavo,Boidevedzi.
Nel 2008 si è fatto saggiamente le ossa,correndo la Algeri con Bourgues ed il Mini fastnet su di un Pogo 2 ed ora sforna una gemella del 753 di Reichers ,che abbiamo visto a Genova al secondo posto.
Diamogli i giusti tempi per ingranare ma la stoffa pare di quella buona.
E le nuove barche?Dei due D2 solo uno è arrivato e l'olandese Ysbrand si sarebbe classificato ad un dignitoso quinto posto tra i serie.
Tre i Nacira al via ......e nessuno all'arrivo,neppure quello di uno bravo come Pontù,vecchia volpe del circuito mini e socio di Demi Clè.
Per quello che si è visto nelle miglia in cui è rimasto in gara non ha mai avuto modo di impensierire i P2...da rivedere!
 
        Mini Empuries
C'è poco da fare!Le regate complessivamente più dure sono state finora corse in Med e la galleria fotografica della Mini Empuries ne è la prova lampante.
Mistral  ancor più furente  che alla Mini med e di rigore le due- tre mani accompagnate a prua da TMT o genova con DUE mani...mai viste prima!
I fratelli Garcia ormai si limitano a fare le regate a guisa di Fitness ma che classe!Si palleggiano il gloriosissimo Sampaquita ma il risultato non cambia:Willy ha vinto a Barcellona e Bruno non si è fatto scappare l'Empuries.
Se solo si decidessero a ricalcare il circuiro maggiore credo che farebbero ancora un figurone.
Tra i proto si è incuneato,terzo assoluta ,il P2 dell'australiano Mc Goldrick che nel 2008 corse a Sanremo e che ci si è iscritto anche quest'anno.Gli riservereno ancora una buona accoglienza.
 
       Mini Pavois
Scriviamo nell'intervallo tra le due tappe ma come non rimarcare l'ennesima bella prova di Riccardo?
Quinto all'arrivo,è rimasto a lungo al primo posto,quando c'erano il vento e le condizioni che contavano veramente e suo è il primato di miglia nelle 24 ore nei serie:175.
Nelle stesse condizioni anche Giancarlo Pedote è stato bravissimo ,coprendo a lungo le spalle di 426.Solo i fraseggi incerti del vento del finale l'hanno fatto indietreggiare un pò ma orma anche il toscano è nel "pacchetto"di quelli che contano ed a cui non è precluso alcun risultato.
Ormai nei serie il livello è altissimo ed omogeneo.Non basta chiamarsi Bond per sfuggire ad un tredicesimo posto,Rogues non ha fatto meglio di 17 esimo ed il terzo della Select,Armaury,è arrivato due posizioni più dietro....ed i nostri sono ormai lì!
Bene si sono comportati i Tip Top,col secondo posto e l'ottavo del nostro amico Aque.Ricordo anche lui ,ritiratosi poche ore prima di me a Les Sables,fermamente intenzionato a vendere la barca e finirla lì con quel gioco da pazzi..bentornato ,Brice!
Il successo assoluto di una barca del 2001,348,da un pò di ossigeno a chi non se la sente o non può avventurarsi nella costruzione di un nuovo mostro.
L'uomo conta dunque ancora tantissimo,unitamente alla conoscienza ed all'affiatamento con un mezzo ben ottimizzato!
Ne ha fatto le spese Delesne e crediamo sarà contento Caracci nel valutare che le velocità espresse dalla testa del gruppo sono assolutamente alla sua portata.
Tra i progettisti svetta Manuard.Tutti i suoi modelli hanno espresso classifiche lusinghiere,da quelli di prima generazione(2001-346),passando per quelli della seconda(2003-432,gemella di Speedy Bonsay)),terza(2006-630),quarta(2007-679)e quinta(2009-454).
D2:in mani meno buone che alla Select e con problemi di pilota.Male.
Nacira:primo buon segnale.Sarebbe arrivato sesto tra i serie.
 
      Mini Sanremo
Ci siamo!Pare proprio che più di 20 mini saranno alla partenza della regata di chiusura del fantastico circuito italiano.
Francamente non vediamo chi potrebbe impensierire Caracci,cui spetta il cilicio di colui che parte con l'obbligo di vincere.
Tra i serie saranno invece scintille agonistiche,con un parterre di alto livello e ben equilibrato.
Gesi proverà a fare "terzina"ma la muta di chi proverà ad impedirglielo è numerosa.Ci riserviamo di fare i nomi solo dopo l'arrivo della regata,per non premiare oltremodo ,con pubblicità gratuita,chi alle regate ha il gusto solo di "iscriversi"senza correrle.
 
Purtroppo terminiamo questo Diario con la brutta notizia della cancellazione della Transat 2010.Proviamo ad ogni modo a non fasciarci la testa .anche l'Azzorre 2006 cambiò organizzazione nel giro di pochi mesi...chissà!

   GPI 2009

 

Che regata! Sarà vero che l'ultima esperienza sembra sempre la più gratificante ma il GPI 2009 ci pare che svetti sulle due precedenti edizioni.
Sulla bellezza del percorso non c'erano dubbi,il meteo ci ha messo del suo ma è l' agonismo espreso dai primattori che ha incantato.
Purtroppo la vela d'altura è sport difficile da seguire per il grande pubblico.
Noi di Exing 99 ,grazie alle buone performance della barca e dell'equipaggio,ci siamo meritati a lungo un posto in prima fila per assistere allo spettacolo e proviamo ad offrirvene qualche squarcio.
L'avvicinamento alla Sardegna si è sviluppato  in clima umido,ad andature prevalentemente portanti.
Caracci aveva chiesto a Manuard un disegno che compensasse un buco di 431:le portanti con vento leggero.Si è detto soddisfatto del risultato dal momento che le lui e la gemella di Delesne hanno preso in mano le redini della gara in quelle condizioni...per la verità Andrea mi confessava che il Bertrand di Reichers "scendeva" un filo più di lui ma che ,ad ogni modo ,gli pareva di avere fatto dei passi avanti.
 
Il Circo Massimo della regata ,per la sontuosità del sito e la caratura dei protagonisti,si definirà davanti alle Bocche di Bonifacio.
Calato il NE ciondoliamo verso mezzogiorno in ottima compagnia:Pendibene ed il suo preparatore inquadrato nel team di Stamm,ci affiancano sulla sinistra,Gesi e Ingo,primi tra i serie ,sono più ad ovest,insieme agli spagnoli.Con loro naviga Casinò di Lugano,mentre avanti a loro,già al traverso delle isole italiane, distinguiamo una vela che intuiamo quella di Caracci.
Con gli ultimi sospiri di vento abbiamo raggiunto una vela più al largo,tanto inchiodata da domandarci se non fosse in crociera.
Gianluca sciabola di binocolo e ,meno edotto di me sui protagonisti mi domanda candido:Stefano,esiste un 754? ALTROCCHé SE ESISTE!....Dopo 210 miglia di gara siamo davanti a Delesne e Salabert...roba da raccontarla ai nipoti!
Entra finalmente un zefiro da Ovest...signori comincia lo spettacolo!
Noi,penalizati da uno spi enorme e grasso ,teniamo con successo il frullone,mentre Andy e 754 montano spi.
Siamo al largo e quindi un po stretti di andatura ,invidiando quelli che ,più ad ovest,scendono più larghi al vento...Sono le Bocche ed infatti aumenta ,aumenta..Il frullo tira che è uno spettacolo...sbircio a sinistra in tempo per vedere Pendibene che si rialza dopo una starorza,con lo spi che si libera ,sbattendo ,di una nuvola di gocce d'acqua,polverizzate dal vento.
 
Mi volto e vedo che Delesne ha ammainato lo spi per issare....il Mitico Code 5 di cui tanto si parla e che non ho mai visto all'opera.Credo che in futuro mi sarà difficile vederne un'interprete più qualificato.
Monta ancora ed ormai anche per noi è tempo di rollare la velona di prua,imitando Minuscopic...e Delesne?Di colpo intuisco la differenza tra un campione e noialtri dilettanti evoluti.
A noi basta correre a 8 nodi ,a vele bianche ,pochi gradi sotto Tavolara...loro poggiano di 30 gradi fuorirotta,volando ,letteralmente,per arrotondare l'avvicinamento a La Caletta,scomparendo presto fino a diventare un puntino rosso:che lezione!
Intanto più ad Ovest tengono spi più a lungo.Un puntino bianco ,756,sfiora la costa e dopo un bel pò ecco la muta degli inseguitori che si accanisce a colpi di planate ,con lo sfondo magico del tramonto sull'Arcipelago più bello del mondo.....
 
Purtroppo è proprio  qui,ad un passo da casa,  che Mura è costretto al ritiro dalla crisi del co skipper...in prospettiva Mini Transat non ci voleva!
 
Difficile immaginare un contrasto più stridente con quello che sarebbe successo di li a qualche ora..
Si sapeva già prima del via che martedì sarebbe entrato Nord ma non lo si immaginava  così veemente.
Alcuni ,avveduti,rifanno il percorso inverso,risalendo di bolina fino a Tavolara ed oltre,ritardando le poggiata in rotta.
Ettore Dottori,privato all'ultimo della presenza del generoso Angelo Ciciriello,armatore appassionato di Aura da 10 anni,è tra i più pervicaci nel seguire l'opzione e sarà premiato da un atterraggio a sole 6 miglia da Giannutri.
Chi si mette subito in diretta vedrà addiritura le luci di Fiumicino!
 
Un forza 7 di bolina su di un  Mini è una belle esperienze più brutali che si possano vivere:la violenza sensoriale che si subisce è totalizzante.
Ogni piccolo movimento costa fatica e pericolo,il disagio del freddo e ,più che dell'umido,del "bagnato "vero e proprio,indebolisce le capacità di reazione.
Difficile riposare ed ancora di più alimentarsi correttamente.Il vento ,gli spruzzi in faccia ed il rumore continuo ti intontiscono....ad un certo punto mi sono sorpreso a scrutare in cielo alla ricerca dell'elicottero rombante che ,mi pareva,ci seguisse di continuo!
I movimenti della barca sono continui,bruschi ,ampi ed imprevedibili.Sono un fanatico della preparazione fisica ma non c'è nulla che ti possa abiituare a quelle sollecitazioni :puoi solo ridurre i danni!
Solo una buona organizzazione dell'interno, in contenitori adatti,può evitare che il disordine abbia la meglio ,minando una vita di bordo accettabile.
 
I contatti radio tra i concorrenti evidenziavano questa realtà e più di uno avrà tra i motivi di orgoglio quello di avere finito la regata dopo essere giunto ad un niente dal ritiro e grande è stato Farina a ripartire dopo la riparazione della chiglia di Ma Vie,ben deciso a portare a casa le 540 miglia.
 
Credo che ,dopo questi trattamento, anche i più duri tra i bretoni saranno tornati a casa con un pò più di rispetto per il Mare Nostrum! 
 
La rottura del ballast di sinistra su Exing ci ha fatto perdere contatto col gruppo dei primi ,ed era ovvio,ed anche da quello dei primi serie.
Possiamo solo quindi immaginare l'accellerazione di Delesne,dopo Piombino,alla ricerca fortunata di un ovest più forte al largo,la rabbia di Caracci ,costretto ad un'ora di sosta per stabilizzare l'albero .la regolarità da metronomo di Reichers e del suo coskipper ,del team di Desjoyeaux e ,sul fronte dei serie, il duello mozzafiato risolto da Gesi per solo un minuto su Pendibene..
 
Ci pare rimarchevole la prestazione di Germond,che ha perso da Andrea il terzo posto per pochi minuti,portando la meglio il suo 476 autocostruito.
 
Complessivamente deludente la performance dell'Invincibile Armada spagnola:solo quinto Weijl ed un 403 ritirato a Civitavecchia.Certo che vedere Sanchiz atrezzare l'albero nuovo la notte dell'antiviglilia non induceva all'ottimismo!..
 
Direi che la stagione dei ministi italiani meglio di così non poteva essere lanciata:ciascuno da queste 540 ,densissime miglia,trarrà importanti spunti di riflessione.
Caracci dichiara di essere alla pari col ruolino di marcia che si era prefigurato:la barca può ora esprimere un'80% del suo potenziale e l'importante sarò essere al top ad Agosto  alla Transgascogne.opportunamente alleggerita da batterie al litio e con un genova all'altezza.
Il milanese correrà ora la SMS limitandosi poi agli allenamenti in solitario in Med ,fino all'Estate.
I rivali Delesne e Reichers,il primo con la barca già al 100%,si sobbarcheranno  invece un lungo iter di regate al nord,Chi avrà avuto ragione?Lo sapremo a fine Ottobre!
 
Tra i serie Gesi cercherà di ripetere  a Sanremo il Grande Slam di cui è stato capace Pedote nel 2008,poi ritenterà la Qualifica alla ricerca di una non facile iscrizione all Transat di Settembre.
Andrea Pendibene ha iniziato con oculatezza un'operazione a lungo termine che dovrebbe portarlo al meglio nell' edizione 2010 o 2011.L'assunzione di un preparatore bretone è un'operazione originale che ci pare stia dando buoni risultati.
L'unico sul podio a Genova che sarà sicuramente della partita quest'anno alla Transat è il ticinese Rossi che ,con umiltà , gradualità, e sicurezza sta macinando tappe fondamentali,senza sbagliare un colpo.
 
Archiviamo quindi questa edizione del GPI con un grazie grande così allo YCI,al presidente della FIV,Carlo Croce che ci ha onorato della sua politicamente importante presenza nel corso della premiazione,al presidente della Classe italiana,Gianluca Pantuso augurandoci che questa non sia l'ultima edizione della regata sotto la sua egida ed a tutti coloro che ,con la loro presenza disinteressata, hanno consentito a noi partecipanti di divertirci tanto.
Arrivederci all'edizione 2010 che vorremmo iniziasse già dopodomani!

 

                                             La preparazione invernale

Chi ha seguito la preparazione che ho organizzato l'anno scorso,in previsione dell'Azzorre 2008,si chiederà forse cosa sto facendo adesso.
Naturalmente la prospettiva di una regata oceanica aveva infuso dell'ulteriore fuoco sacro alle mie abitudini, già molto "sportive"per vocazione ,passione e professione.
Forse ricorderete che mi sottoponevo a ben 3 sedute giornaliere,con 15 minuti di esercizi posturali al mattino,cardio nell'intervallo e potenziamento la sera.
Ebbene,era chiaro che era un ritmo che non avrei potuto tenere a lungo,allo stesso modo in cui le 16 -18 ore settimanali di allenamento che affrontavo prima dell'Ironman anni fa sono state un colpo d'ali chiaramente irripetibile.
Tuttavia non è che ora mi limiti a "fare la calzetta"!
Il Lunedì ,il Venerdì ed il Sabato sono tuttora caratterizzati da una doppia seduta di cardio(Monopattino,ski roll,cardio indoor e ,visto che è nevicato in pianure ,perfino sci di fondo sui prati vicino a casa!!) al mattino ,per circa un'ora ed esercizi posturali per 30 minuti il pomeriggio.Il Martedì ed il Giovedì dedico un buon 50 minuti ai lavori di forza resistente per tutti i distretti del corpo e la Domenica è consacrata allo sci di fondo su più lunga distanza (20 km circa).
Insomma ,fanno sempre un 7-8 ore settimanali di training.Dai ,non sono poi malaccio.
Conoscendomi,so perfettamente che la presenza nel mio calendari del sempre impegnativo Mini Fastnet e della solitaria del Grand 8 mi porteranno ,entro poche settimane a ritmi che avranno poco da invidiare a quelli del 2008.
A proposito della solitaria,che teste noi ministi!
Solo un'anno fa mi stendevo al sole in spiaggia a Pt Camargue,crogiolandomi nell'ipotesi ,allora per me più che sicura ,che mai più avrei trapestato in barca quesi postacci e godendo del piacere di vedere le cardinali dei Baronettes ,S_W e Nord,DA TERRA,e non più dal mare ,da una barca sbandatissima con la faccia pregna di sale!........ e ci risiamo!Cap Creus ,Le Islas Medas.la risalita da Porquerolles...tutto ancora nel menù che mi aspetta a fine Luglio.
Diciamo che il fatto di ripassarci in solitario mi motiva in modo del tutto nuovo..certo che sarà ancora un bel cimento.L'ennesimo per l'ennesimo test di efficienza per capire per l'ennesima volta cosa vorrò fare da grande.Davvero un'eterno Peter Pan!Bah...tanto non faccio male a nessuno e finchè ne avrò voglia e me la sentirò....
 
E gli allenamenti in barca?Ne dubitavate?TUTTI I MERCOLEDI si esce sul Garda su Dixie!
Le mie uscite sono sempre state corpose,dei veri allenamenti,ma l'avere saputo che dei ministi italiani frequentano i centri di allenamento all'estero e l'avere saputo cosa fanno lì ha aggiunto del pepe ulteriore alle uscite.
Avevo intuito bene:anche lì i bastoni in solitario sono l'epicentro del training .Ricorderete che anch'io li avevo già in programma e li trovavo veramente formativi e divertenti.
La differenza è che la scorsa stagione li affrontavo con venti mai oltre i 10 nodi ,in genere nelle brezze da sud del pomeriggio.Ora me li sparo la mattina,col peler anche di 18 -20 nodi .con 1 mano e spi piccolo.
Certo,non devo mediare con la presenza fondamentale di altre barche,come nei centri, e le boe da girare me le invento io,cosa che perdona tanti errori nei tempi delle ammainate .Comunque è sempre un bel manovrare e dopo 4 giri ,conditi da numerose vire e strambe su ogni bordo,sono bello sudato ,anche con 5 gradi di temperatura e bisognoso di integrazione alimentare ed idrica.
Naturalmente curo sempre i cambi di spi ,l'uso del frullone ,la sua sostituzione con le vele colorate e faccio sempre un punto sulla carta a seduta.
Edotto dall'esperienza delle collisioni che hanno subito alcuni concorrenti alle Azzorre,armo almeno una volta ad uscita il grande ed ingombrante riflettore radar e ,paventando una bolina dura come quella che ci ha accolto lo scorso luglio,incoccio e metto in forza il carica alto a mò di stralletto.Sono manovre banali ,ma sulle non facili rotondità del naus lavorare a prua a barca sbandata non è mai privo di imprevisti ed anche queste sono operazione che vanno comunque provate e automatizzate,tanto più che in passato le avevo francamente trascurate.
Per  motivi di economia per ora uso le vele "sfatte"da allenamento ed i piloti più piccoli, il tutto per risparmiare un capitale di vele ed elettronica che ,senza sponsor ,non mi sarebbe facile sostituire.A secondo della partecipazione o meno alla Sanremo calibrerò l'uso in allenamento del materiale "buono" nel corso dei prossimi mesi ,o settimane.