Con queste righe vorrei serbare un ricordo ai
nostri connazionali che ,nel corso degli ultimi 26 anni hanno avuto l'ardire
di affrontare la Mini Transat.Mi affiderò alla mia memoria,pertanto mi scuso
per le eventuali inesattezze e dimenticanze,ringraziando chi vorrà farmele
rilevare.
Per i motivi che indicherò poi definirei
preistoria della classe mini Italia le edizioni fino al 1993.
Fino a quell'anno registriamo partecipazioni
sporadiche,particolarmente eroiche,data l'assenza di cultura specifica e
supporto logistico in Italia.
Nel 1981 parte e arriva decimo Antonio Solero.Il
bassanese si era reso protagonista l'anno prima di una Transatlantica a
bordo di un 6 m autocostruito.Secondo una pratica frequente all'epoca taglia
un Mini ton,un Fortunello di Sciommachen,barca da triangolo costiero,e forte
dell'esperienza dell'anno prima strappa l'ottimo piazzamento. Per dare
un'idea del gap coi francesi,il vincitore di quell'edizione,Ginette di
Chiorrì,si permette tuttora di piazzarsi ben dentro la prima metà del
gruppo attuale di regatanti.
Nella stessa edizione partì Gianni Rizzieri
su uno Sciucià,ritirandosi al terzo giorno. Ricordo che all'epoca mi
affacciavo all'altura su una barca simile e,ovviamente ,la sua
partecipazione mi indusse ai primi sogni.
Rizzieri per l'83 tagliò un potente sesta
classe di Maletto-Navone,contro il quale facemmo match race per tutta una
500x2,io su Dixie Plus,Janneau di 8m.Purtroppo impegni di lavoro gli
impedirono di partire ,lasciando al palo uno skipper ed un mezzo veramente
competitivi ,per gli standard dell'epoca.
Partì invece Antonio Cirino,che terminò
tristemente la sua avventura su un elicottero a Finisterre.Nel corso della
sua conferenza ,al ritorno ,ricordo che pensai che se quella cosa gli era
accaduta qualche colpa doveva ben averla e che a me non sarebbe mai
successo....meditate gente,meditate!
L'85 vede il grande Alex Carozzo,skipper
da giri del mondo ,cimentarsi coi giocattoli. Rompe i timoni ed arriva
appena prima della partenza della seconda tappa a cui non partecipa. Allora
non c'erano ancora le balise ed ogni ritardo induceva veramente a pensare al
peggio.
L'89 vede alla partenza quello che sarà un
animatore della classe il decennio successivo:Ettore Dottori,concorrente
in doppio con un bretone.I 2 disalberano .Ettore con la consueta
bravura arma un albero di 8 m e con quello arrivano,non senza aver prima
rischiato di finire sulla barriera corallina,che attraversarono
miracolosamente indenni,prima di ancorare ,riposarsi e ripartire per le
ultime miglia .
Nel 91 Camillo Calamai,titolare della
TAU,su di un Cocò,compie una traversata encomiabile. Non punta al
risultato,si trova spesso ingaggiato col Cocò del paraplegico Josè
Consalves,un eroe ma con umiltà e semplicità ottiene il massimo per un
dilettante:arriva dall'altra parte!
LA STORIA
Col 93 i ministi italiani entrano nell'era
moderna per 3 motivi:
Felci-Zancopè:i 2 passano il 92 nei bar
dei porti bretoni con Finot,Lucas Berret ecc per capire come funzionano
veramente i mini.
Il risultato è quel prodigio del TE SALT,il
primo proto italiano che si cimenta in corse bretoni con grandi risultati.
Ernesto Moresino:il genovese si
appassiona a tal punto dei mini da inventare,fondare e reggere per 4 furenti
anni la Classe Mini Italia,facendola riconoscere ai francesi e creando un
volano poderoso per tutta l'attività degli anni seguenti.
IL TE SALT in serie: derivazione in resina dalla
bomba di Zancopè,consentirà a numerosi skipper poco vogliosi di
cimentarsi in auto costruzioni l' approccio facilitato ai mini ed alla Mini
.Fondamentale!
Quell'edizione,drammatica, vede il fantastico
settimo posto,tuttora record imbattuto,dell'indimenticabile e indimenticato
Andrea Romanelli sull'American Express che vinse con Norton Smith nel
79.Zancopè battagliò fino a più di metà gara con nientemeno che
Tierry Dubois,e fu vinto solo dal cedimento dei timoni.Moresino,perse
il Cocò in Biscaglia e Luca Avitabile terminò la sua fatica a
Lorient.
Il 95 vede i Te salt come protagonisti.Dottori
corre la sua Mini più regolare e stacca un ottimo 13esimo posto,2 piazze
davanti al caorlino Felice Gusso.Moresino ,penalizzato dalla
rottura del boma,arriva 20 esimo e Cesare Bressan,in debito con
pilota e generatore,strappa un 32 esimo,quasi tutto al timone.
Il grande Simone Bianchetti ,sul Vismara
Kidogo,ad un deludente 28 della prima tappa fa seguire un fantastico quinto
nella seconda,frutto di un'ottima rotta sud e della sua tradizionale forza
di reazione sovrumana(finì senza pilota)con decimo posto finale.
Il 1997 rappresenta l'innarrivato apice
per la classe italiana:purtroppo mai più si vedranno così tanti
concorrenti ,ben 8 ,e così ben piazzati. E' l'anno del progetto di
Romanelli-Malingri Mini Match.
Massimo Giacomozzi,velista
pacato,serio,frutto del prolifico vivaio romagnolo,dopo un'incertezza
iniziale dovuta alla rottura del bompressino,ingrana un ritmo da
metronomo,rimonta mini su mini fino ad un fantastico settimo posto
finale,che eguaglia Romanelli.
Claudio Gardossi,con Zancopè ,mi
è sempre sembrato il più "bretone" degli italiani.Privo di solido
retroterra agonistico velico,con l'aiuto del fido Suban,manico
triestino,e con tanta disciplina e professionalità in 2 anni brucia le
tappe. Nel 96 sul Rolland autocostruito Jasmine vince Corsica,Roma e 500
inanellando 2 circumnavigazioni dell'Italia. Nel 97 è terzo al Fastnet e
transgascogne,meritandosi la copertina di BATEAUX.
Alla Mini,dopo una seconda tappa un pò in
salita per il vento leggero ed una rotta un pò troppo a nord,finisce
comunque decimo.
Massimo Rufini,incarna il
"genio"laziale. La sua preparazione appare,dalla banchina sommaria.
Ricordo di essere andato a comprargli la miscela per il generatore a
Brest,quando mancava appena un'ora alla partenza perché se n'era scordato.
effettua la calibrazione del pilota nel pre start!per di più rompe il boma
in una stramba involontaria,riparandolo però con prontezza ed ingegno.
nella prima tappa più che 30 esimo non si merita. Nella seconda,ormai
rodato dispiega invece la sua classe di uccello d'alto mare e porta il
suo Te salt ad un fantastico 12 posto,con 18 esimo finale.
Andrea Gancia è il pulcino del marinaio
che da li a qualche anno diventerà protagonista assoluto, da terzo alla
Ostar e da record Atlantico in cat.Su TESALT infila una transat
regolare ,senza acuti e senza cadute con 24 posto finale.
Ettore Dottori si presenta su Mini
Match. Il giorno prima della partenza si frattura un metatarso saltando in
banchina. Irriducibile com'è fugge dall'ospedale e parte per la sua terza
Mini,ovviamente sulla difensiva. Nella seconda tappa cede una diagonale
bassa ed il romano fa rotta verso capo verde per ritirarsi. Dopo poche ore
,orgoglioso , combattivo ed irriducibile,organizza la solita miracolosa
riparazione,rimette in rotta di nuovo verso ovest e si produce in un gran
finale di gara con un incredibile 25 esimo posto.
Paolo Tinari è la dimostrazione che
,con un pò di fortuna,chiunque può finire la Minn. mezz'ora dalla sortita
dal porto la sua randa ,issata a mezz'albero non sale e non scende
più,sotto i miei occhi esterrefatti si accorge che i golfari sul
balestrone sono girati di 45 gradi rispetto all'asse dei venti e
dell'alabasso,l'interno della barca è un casino inestricabile... La
partenza col vento in poppa leggero lo grazia ed il simpaticissimo
Paolo ha il tempo di riorganizzarsi,coronando il suo sogno 34 esimo.
Il 97 rappresentò una triste incompiuta
per 2 fortissimi protagonisti italiani.
Stefano Pellizza,su Mini Match compì
una prima tappa d'antologia,lottando alla pari coi fenomeni di
allora(Magnen in testa)arrivando alle Canarie in un incredibile e mai più
ripetuto quarto posto. Purtroppo dopo un solo giorno della seconda tappa
subì una grave avaria all'albero,tale da costringerlo al ritiro.
Andrea Scarpa ,su barca gemella e
compagno di Stefano in tanta regate in doppio ,resse il passo dell'amico
finendo settimo la prima tappa per incocciare un ferry durante la seconda
notte ,sulla rotta dei Caraibi
Ernesto Moresino,col progettista Felci
,compì l'ardita operazione di costruire in carbonio un Te Salt. la barca
ne risultò molto nervosa,di difficile gestione in solitario,tanto da
indurre Ernesto già molto deluso dal 29 esimo posto di tappa,a rinunciare
a proseguire.
Il 1999,presentò ,rispetto all'edizione
precedente,condizioni assai più severe per l'avvicinarsi al golfo di
Biscaglia di una depressione tropicale,sottovalutata dagli organizzatori.
Fu una edizione in cui si ritirarono con danni alcuni dei protagonisti
della grande altura degli anni 2000,cone Sebastian Josse,Karen Leibovici e
Nick Maloney.
Nel 96.97 c'era un omone di flaccidi 130 kili
che non si perdeva la partenza e l'arrivo di una regata mini
italiana,arrivando in moto ovunque ci fosse un mini in gara. Diceva che si
stava costruendo un mini per prendere parte alla prossima edizione e
,francamente ,non era facile credergli,Nel 1998 varò il suo Rolland Exing
99 partecipando alle prime regate:non era raro che sul più bello di issare
spi lo si vedesse correre a prua con trapano e ferri per qualche
riparazione volante e ,durante le gare di qualifica a PT Camargue si
incagliò ben 2 volte. Nel 99 cadde dalla barca sull'invaso ,infortunandosi
,si allenò pochissimo correndo ,al risparmio la sola Corsica
.Ebbene,malgrado tutte queste sinistre premesse e per di più penalizzato
dalla via d'acqua seguita ad una collisione col mio 126 nel pre start,ROBERTO
VARINELLI fu il solo italiano ,sui 6 più titolati partenti ad ultimare
un'edizione da annali,al 19 posto!
Andrea Gancia al via col te salt in
carbonio che fu di Moresino,subì un'avaria alle volanti,così da
ritirarsi a la Rochelle.
Dottori arrivò alla partenza con una
barca tutta da attrezzare. Neppure il suo stellone ed il lavoro indefesso
di uno staff numeroso e competente valsero a porlo in condizioni
decenti:dopo 2 giorni l'acqua filtrava dai bulloni della chiglia e tutto
finì con l'inevitabile ritiro.
I fratelli Pellizza,Stefano ,al
secondo tentativo,e Francesco su barche gemelle,unitamente al
sottoscritto ,Stefano Paltrinieri,stavano facendo gara di
testa,tra il quarto ed il settimo posto,a poche miglia l'uno
dall'altro,quando mercoledì 29 settembre fecero "la capriola2 Stefano
Pellizza rimase 4 ore all'interno della barca rovesciata. Complice
un'onda amica si raddrizzò e con armo di fortuna riparò a S Sebastian. Il
fratello e Paltrinieri furono recuperati dallo stesso elicottero a
5 ore di distanza.
Con gli anni 2000 entriamo nella storie
recente. Credo che tutti gli appassionati conoscano le vicende della
dolorosa scomparsa di Roberto nel 2001,dell'ottimo ottavo posto di
Enrico Podestà nel 2003,compagno di uno sfortunato Alessandro
Zamagna. comunque arrivato ,nel 2003. Il 2005 ci offre il decimo di
Andrea Caracci che sarà anche protagonista nel 2007.
Il mio augurio è che ,tra qualche anno,mi
debba nuovamente cimentare nella descrizione di partecipazioni italiane
numerose come nei mitici ,inarrivabili anni 90