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La mia Mini-Barcellona ![]() di Stefano Paltrinieri | ||||
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L'avventura ha un lungo e faticoso prologo:il
viaggio di avvicinamento .Lo inizio martedì sera recandomi a Sarnico per
raggiungere Daniel col quale torniamo a Lissone ,finiamo di caricare e
verso le 23 partiamo alla via della Spagna. Sono effettivamente i momenti
più duri .quelli in cui vedi davanti a te solo stanchezza ed imprevisti in
agguato e ti sorprendi a domandarti se il gioco valga la candela.
Prendiamo un buon ritmo di guida di 2 ore in 2 ore e ,quasi senza
accorgersene,in "sole "14 ore siamo nei dintorni di Barcellona. Ho detto
nei dintorni perché entrarci ,soprattutto dalla parte giusta per accedere
a Port Vell,è tutta un'altra storia. Complice la mia mancanza di
previdenza nel chiedere all'organizzazione l'uscita più prossima
dell'autostrada,ci sciroppiamo una splendida ma agghiacciante gita
turistica con mini al seguito tra l'ovviamente caotico traffico
metropolitano della capitale catalana. Con un pò di fortuna,sbuchiamo
,senza danni,calcando la "rambla" principale ,sulla piazza con la statua
di Colombo,sospirato prodromo del porto.
Il Real Club maritim,a dispetto del suo nome
altisonante e di qualche salone un pò paludato e polveroso,si rivela
un'sola felice.
L'ospitalità del padrone di casa,jeaume
Mumbru,2 mini in palmares,è perfetta:parcheggio proprio di fronte al club
,varo e alaggio con personale simpatico e competente a soli 60
euro(proprio come a Lavagna),docce e spogliatoi spartani ma funzionali.
Tra l'altro il club è a vocazione prevalentemente remiera e,ad ogni ora
del giorno puoi vedere ragazzetti o pensionati partire per il loro
training nelle acque del porto:sono a casa!!
Tutta l'ambiance è,ovviamente,amplificata a
dismisura dalla presenza dei Mini ormeggiati alle comode banchine del
club,visione che ,per noi appassionati ,basterebbe a dar lustro anche ad
un porto per il carbone in Siberia.
A differenza di tante altre mie solitarie
apparizione in regate straniere degli anni scorsi, questa volta sono ben 3
i connazionali che ci accolgono e questa ,nel corso del 2006,sta
diventando una piacevolissima abitudine che speriamo in futuro non vada a
scemare,magari ampliandosi in proporzioni.Andrea ,dopo 3 mesi e mezzo di
lontananza da casa per vivere a fondo la comunione coi ministi stranieri e
assorbirne la scienza,è ormai quasi uno di loro.Maurizio,sempre animato
da un vitalismo sfrenato ed inestinguibile anima in modo unico le banchine
col suo slang italo -anglo-spagnolo,Luca ,l'ultimo arrivato sui mini ,per
lui passaggio verso i 40 piedi ,coniuga la naturale capacità di
comunicativa dei romani a doti di modestia e umiltà. Insomma ,siamo
proprio una bella squadra.
Quanto agli stranieri Andrea ci fa da
pigmalione presentandoci i curriculum di velisti di cui ,francamente, non
sapevo nulla. tanto per rendere l'idea del livello citiamo il norvegese
Jorda Stall,fisico da saga nordica,autore della attraversata del Mare del
Nord su di un mezzo di 4 metri .Il belga Jonas Gerkens,faccia come l'amico
con le lentiggini di Fonzie:ha circumnavigato il globo su una copia del
Damien naufragando a CAPO HORN.:L'americano Alex Mevay,aspetto allampanato
da cervellone della Silicon Valley,il sig Genasun,dal nome della linea di
pannelli , regolatori e batterie innovative da lui brevettati e prodotti.
Ha attraversato l'Atlantico dagli Usa a Barcellona su di un Pogo 1.Tutti,
ovviamente,sono uniti dal grande sogno della Mini 2007.
Aguzzo bene la vista e su di un mini
nuovissimo riconosco proprio lui :Yves Le Blevech.é per me un'emozione
vedere dal vivo quello che è stato il motore del record di Orange intorno
al mondo.Volvo,Figarò,Mini a ripetizione,questo velista ha nel palmares il
meglio del meglio e tutto corso sempre ai vertici delle classifiche. Ha un
fisico che sembra il frutto di una selezione naturale millenaria e,dato
che è l'erede dei pescatori bretoni,forse è proprio così.è basso di
statura,con gambe corte per abbassare il baricentro a bordo .le braccia
sono corte ,possenti e tozze. In effetti a bordo non servono gli
smanaccioni scomposti,sono molto meglio arti più corti mossi da muscoli
ricchi di fibre bianche esplosive aiutati da leve brevi. Se non fosse per
il naso aquilino,potrebbe essere il fratello minore del mio mito
d'infanzia,il suo conterraneo Eric Tabarly.Il fatto che un velista di tale
pasta si voglia ancora mettere in discussione tra i mini non può che
inorgoglirci.
Trascorriamo tutto il giovedì alternando la
preparazione di OKBABY,per fortuna in ottima forma,a puntate
ristoratrici in città. Sono forse uno dei pochi italiani che non conosceva
Barcellona. Ne sono rimasto estasiato anche se ,dopo qualche ora in quella
centrifuga di colori e suoni,con scorci cangianti e splendidamente
stordenti,tornavo sempre volentieri alla pace del Club,anche per ritrovare
la giusta concentrazione.
Venerdì arriva lo Sponsor dell'operazione,Pierangelo
Erli,con le figlie ,alcuni nipoti ,dei collaboratori,e la sua
gentilezza nel fare in modo di metterci a nostro agio in tutti i modi è
commovente.Ristoranti,albergo finchè ne abbiamo avuta voglia,noleggio
gommone di 7 metri per il traino e l'assistenza pre start. Credo che
nessuno skipper si sia sentito circondato da tanto interesse
e partecipazione come lo sono stato io da questa simpatica compagnia di
Grumello.
E siamo alla vigilia.è inutile girarci
intorno:le amicizie ,le bevute,la vita di banchina più gratificante,tutto
viene vissuto da me come sotto un velo costante di tensione mista a
preoccupazione. Tra poche ore dovrò uscire la fuori e dovrò farlo da solo.
Tento di calmarmi invertendo l'abituale visualizzazione che provo sul
Garda.Là quando punto su Torri del benaco mi piace pensare alle volte di
fare prua per ,che ne sò, su Funcal sulle Azzorre,Quà mi sforzo di
convincermi che ogni manovra che dovrò affrontare non sarà altro che come
una riduzione di tela tra Bogliaco e Castelletto,non più di una delle
mille che ho sempre fatto. Il gioco mi pare abbia funzionato ed ho
mantenuto i livelli di ansia sempre a livelli assolutamente
accettabili. D'altronde se mi guardo in giro in banchina,di musi lunghi e
di sguardi persi lontano se ne vedono parecchi.é il solitario ,ragazzo,e
se non volevi giocarci potevi anche startene a casa. Sono comunque sicuro
che ,quando arriverò ,tutto questo si riverbererà in una soddisfazione
proporzionalmente più grande.
sabato 21 ottobre.è ilgiorno fatidico.Finora
tutto si è sviluppato al meglio.OKBaby è in forma smagliante.Il
solito, provvidenziale intervento di Daniel ha ovviato all'unico piccolo
inconveniente:la rottura della spina accendisigari che alimenta il GPS.I
controlli di stazza si sono svolti in pochi minuti,e le due
rappresentanti della classe francese,le due bionde ,gentili ma
inflessibili Isabelle ed Annabelle hanno per l'ennesima volta constatato
che sulla barca dell'OKBABY sailing team non c'è una virgola fuori
posto.
Seguo il meteo già da parecchi giorni ed il
briefing delle 10 conferma la persistanza di un flusso costante da
SW.Splendido!
Le barche devono essere trainate in mare
aperto molto per tempo dal momento che il ponte girevole che delimita il
bacino interno si apre solo ogni mezz'ora ed ogni volta solo pochi mini
hanno l'opportunità di uscire.
In questa situazione disporre di un tender
personale di rivela una grande comodità:sciolti da ogni vincolo con
l'organizzazione usciamo trainando anche Maurizio con una tempistica
meno stressante.
é mezzogiorno,un'ora e mezzo prima della
partenza,quando usciamo dall'imboccatura del porto.Finalmente!Il sole
splende,la brezza non supera i 5 nodi e c'è tutto il tempo di
gigioneggiare di sola randa,zigzagando tra le altre barche che ,dopo
giorni di incatenamento in banchina ,posso alla fina apprezzare nel loro
splendore di vele schioccanti e colorate.
nel consumare una scatoletta di
insalatissima ed una di mousse di frutta,colgo tutta lo stridente
contrasto con la cena luculliana della sera prima;tanto vale adattarsi
alla nuova realtà !
Un gommone della giuria ci invita ad
avanzare di un paio di miglia:il vento è troppo leggero e si è deciso di
accorciare il primo lato di bolina verso la boa Besos.Tanto
meglio:accorceremo l'agonia della bolina con poco vento ,esiziale per il
naus.
Non ho il tempo di gustare la novità che
vengo annichilito dala sorpresa:colgo un'ombra alle mie spalle,mi giro ..e
vedo planare come un falco il Ginto di Valente.lex armatore di naus che
ha terminato la Mini coi miei timoni nel2003.Non siamo ancora in regata
ma per avvicinarmi all'allineamento sono già in assetto perfetto per la
bolina ,con pesi e barber a posto.malgrado il mio impegno mi massacra
passandomi a pochi metri sopravvento ,coprendomi in un batter di ciglia
e scomparendo a prua neanche un 40 piedi!sono impotente e frastornato.Santo
cielo! ma quante ore arriverà prima di me quel siluro?
Pre start:malgrado i proponimenti di non
ficcarmi nei casini per partire un'attimo prima in una gara di 3 giorni
con un mezzo poco manovriero come il naus,complice il vento leggero,il
segnale dei 5 mi coglie in prima fila a sgomitare per un buon posto
sulla linea.!3.30:con puntualità svizzera partiamo con NE ,velocità
1,5_.2 nodi.taglio la linea per ottavo ma non ho il tempo di gustare la
prodezza che la muta degli inseguitori,che in una normale regata,su
normali barche con prestazioni omogenee mai e poi mai avrebbero
recuperato,mi è addosso passando da ogni parte e nel giro di pochi
minuti l'andamento della regata assume il suo immutabile ritmo naturale
coi 2 naus che fanno match race a distanza sempre crescente dal gruppo.Sono
imbarazzato per Pierangelo.cosa penserà di me?Si sarà pentito di avere
speso dei soldi su di un perdente cronico?per fortuna Daniel ha corso
con me il Fastnet,conosce le controprestazioni del mezzo in questa
condizioni e
non mancherà di esporgliele e ,per animarmi
,si avvicina per farmi i complimenti per la buona partenza!
Quella tortura con vento leggero e variabile
dura più di 2 ore:viro Besos alle 15.50,qualche centinaio di metri
davanti ad Andrea ed il gruppo ben sfilato all'orizzonte.
E,infine,il mare aperto!La prua non si
immiserisce più in banali bordeggi sottocosta ma si punta per 135 su
capo Caballeria a 133 miglia.Nel frattempo il vento è finalmente girato
a SW rinforzando e la rotazione annulla in parte il nostro svantaggio.Si
monta il frullone,che risulterà il vero protagonista della regata,e mi
concedo il primo dei sonnellini di 20 minuti che mi sono imposto di
proporre ogni 2 ore come rigeneratore di energie.Si fila di bolina larga
a 4 poi 5 poi 6-7 nodi fissi su mare calmo:era questo che
aspettavo!sulla mia sinistra distinguo ,ben visibile,un folto gruppo di
mini,resi inconfondibili dalla randa allunata che ,a ques'andatura e a
queste velocità hanno finito di fare i gradassi.é regata e mi applica
alla barra ma ,soprattutto alle regolazioni di scotte e carrello ,dato
che si tratta di un vento pulsante che non consente troppa inerzia di
regolazioni.Pisolino delle 19,30,salgo e,porca miseria :è già buio e
sono solo le 20.accendo le luci di via ed il radar detector,indosso il
frontale,metto una torcia in pozzetto e scaldo l'acqua per il
liofilizzato,Se ricordo bene alle 8 di mattina a Barcellona era quasi
ancora buio.Mi sa che rimpiangerò le notti delle regate estive che
duravano non più di 6 ore per non parlare del Fastnet ,che proponeva
solo 4 ore di buio.
Attorno è un fiorire di luci bianche.sono
veramente tante.Non mi fido a sperare che siano tutte di mini,di sicuro
ci sarà qualche barca da pesca o piccolo cargo,però andiamo tutte nella
stessa direzione!
i turni si susseguono.tutti uguali e tutti
ugualmente esaltanti.Il pilotino fa il suo lavoro quando serve,non
scendiamo quasi mai sotto i 6 di velocità.il gruppo è bene in vista.Col
frontale illumino spessissimo le vele per le regolazioni che si
susseguono ogni pochi minuti.Non mi pare che gli altri illuminino le
vele.o sono io che non ci vedo,o sono così bravi da non averne bisogno o
non le regolano proprio,fatto sta che stanno sempre li .
Verso le 5 scorgo le sciabolate di
Caballeria dritte di prua;lacustre come sono non ho molte occasioni
durante l'anno di gustare il fascio di un grande faro ed è sempre una
grande emozione.Il vento è rinforzato di qualche nodo e,per non avere
noie ,decido di rollare ed ammainare il frullino,sostituendolo col genoa.non
perdiamo per nulla velocitàPoco dopo suona il cicalino del regolatore
di carica che avverte che la batteria è al di sotto del 75 % del
potenziale.la cosa mi allarma oltremisura: è vero che armo un piccolo
pannello in pozzetto ,quindi spesso poco esposto ai raggi del sole ma
non credevo di poter subire l'avviso così presto.Questo mi induce a
compiere il primo errore della regata:per risparmiare un pò di energia
decido di effettuare il prossimo break,particolarmente lungo ,data la
stabilità presunta della rotta e la mancanza di pericoli col timone
fissato dal sistema di cordino ed elastico.Al mio risveglio cerco a prua
il faro :maledizione dove si è cacciato?Mi tuffo sottovento e lo scorgo
un bel 30 gradi a sinistra.In qualche raffica del vento che ormai sfiora
i 15 nodi OkBaBy deve aver disciplinatamente orzato ed ora,rimettendo in
rotta, scorgo i mini che al mio accucciarsi erano pressocchè al
traverso,un pò più piccoli ed un pò più avanti.che svarione!comunque ben
riposato e dopo una buona colazione libero la prua dal frullino e dal
tangone,in previsione dei riforzi intorno all'isola,riprendo la barra e
mi appreso all'atterraggio sotto un 'alba millecolori, testimone della
fine dell'interminabile nottata.
la Domenica mattina inizia che meglio non
si può:mi sto avvicinando ad una costa che non conosco e che intuisco
di grande temperamento,di bolina larga ,sempre ben sopra i 6 nodi,con
mare che il ridosso di Minorca rende calmo e,non da ultimo,con ben 14
mini in vista.é la prima volta che mi accade da quando possiedo il
Naus,e sono ormai 3 anni,di sentirmi nel vivo della corsa dopo130 m di
gara.In effetti questo modello è stato concepito da Bandel e Zancopè
nel 98 con uno scopo ben preciso:vincere la Mini in categoria serie
sul vecchio percorso degli Alisei,quindi con grande prevalenza di
venti portanti sostenuti.Si può dire che l'obiettivo sia stato
raggiunto visto che quello che era l'avversario di allora ,il Pogo1,in
effetti offre alle portanti prestazioni similari od anche inferiori e
nessun ,dico nessun mini offre tanto senso di sicurezza in
navigazione.I problemi di questa vincolante premessa sono però che ne
è uscita una imbarcazione specializzata,in affanno in tutte le altre
andature e forza di vento,che il percorso della Mini è nel frattempo
cambiato,ponendo dell'enfasi anche sulle prestazioni di bolina e che
sono usciti altri 5 modelli di serie più recenti e performanti,coi
quali è duro confrontarsi.Ad ogni buon conto in una gara ad alte medie
ce la si può giocare,almeno nel senso di stare attaccati al gruppo,ed
io mi sto gustando appieno la situazione.
Rimango a circa 1 miglio,metro più metro
meno, dalla costa nel timore di rimanere invischiato in qualche
ridosso.Al giardinetto di destra scorgo contro la costa un mini.Credo
sia Andrea che ,infatti, al tramonto si trovava allo stesso
rilevamento ma un veloce controllo col binocolo me lo fa escludere:non
è arancione come il naus 355.si tratterà sicuramente di un Pogo 1.
Passato Caballeria ecco il fiordo di
Fornells e ,a prua,la punta sottile di capo Favarix,la porta di
accesso per chi viene dal Leone.
Tutto bellissimo ma c'è un problema:non
riesco più a riposare.Il vento passa dai 10 ai 20 nodi di colpo,devo
di continuo regolare scotte e carrello,neanche in deriva ,e in questo
tira e spingi pilota od elastico non riescono a mentenere una rotta
decente per più di 2-3 minuti.Provo più volte a coricarmi con la
radiosveglia sui 10 minuti ma passa pochissimo che l'ormai
affinatissima sensibilità del solitario che sente "la barca"con tutti
i suoi sensi anche in cuccetta mi dice che qualcosa non va ed il
controllo successivo mi agghiaccia con la visione della prua puntata
verso terra a 6 nodi di velocità!Pazienza,in fondo c'è chi pagherebbe
per godersi lo scorrere cinematografico di una costa così bella a
così poca distanza e mi faccio bastare 2 tranche di 3 ,dico 3 ,minuti
giusto per attenuare il peso sulle palpebre.
Manca poco a Mahon ,a sole 4 miglia
dall'isolotto Aire che sancisce il giro di boa e la via del ritorno.Lo
scurirsi dell'acqua e l'aumentato sbandamento dei mini davanti mi
fanno intuire che la festa sta per finire:dopo 24 ore di bolina larga
senza bordi e traverso mi sa che ci sarà da menare le mani.Doppiata
punta dell'Espero ecco la bolina stretta:cazzo tutto a ferro per la
prima volta e cerco di interpretare il bordeggio verso Aire che
distinguo benissimo.Pensavo peggio .il SW non è a più di 18 nodi e mi
pare di risalire un buon peler gardesano con la stessa tipologia di
onda.Riesco a tenere tutta tela ,anche se un pò al limite,intuendo
come più favorevole i bordi in costa ,con meno onda.
Intanto il pogo 1 si è avvicinato(già
,siamo di bolina).All'incrocio prendo il binocolo per riconoscerlo e
...sorpresa delle sorprese:si tratta addiritura di un POGO 2.Non sto
più nella pelle e non è ancora finita perchè il mini che da ore mi
faceva strada apparendomi come una lama scura vira e..dal blu e
arancio della randa riconosco Ginette.
Si tratta del mitico mini che vinse
l'edizione dell'addiritura 91.Tenuto benissimo e rinnovato di continuo
nell'attrezzatura ha dimostrato il suo valore con piazzementi nei
primi 12 alla Mini Max ed alla Mini Med di Luglio.prima di partire
facevo notare al suo skipper francese,Dominique,che la Mini Barcellona
era il suo ultimo ostacolo sulla via dell'iscrizione alla Mini Transat
2007 e che gli sarebbe convenuto arrivare ad ogni costo,aggiungendo
,"anche dopo di me"suOkBaby.Ora che stavo per ghermirlo avevo ben vivo
il ricordo dello sguardo di compatimento che mi aveva lanciato,come
dire :addiritura dietro di te mi pare impossibile!
Sono soddisfatto.La mia cura delle
regolazioni è stata premiata,ho dato il mio massimo e sono convinto
che più avanti non avrei potuto essere.Alle 15,25 ho lo stop orario
del comitato deputato al controllo dei passaggi e inizio la risalita
con nel mirino quella che nella mia fantasia trasognata ed un pò
esaltata di regatante a corto di sonno è ormai diventata"la Ginetta"
In quel momento non potevo saperlo ma il
primo ,già Le Blevec era passato meno di 3 ore prima ed il gruppo dei
serie,anche i migliori non aveva che 1 ora e mezza di vantaggio.Il mare
,superato Aire monta notevolmente.Nei commenti post gara perfino Yves lo
descriverà come" hachee"e se lo dice lui!Decido di ritardare la poggiata
sulla diretta per Barcellona:mi porterebbe troppo vicina a costa dove
intuisco mare ancora più disordinato per la risacca della costa a
falesia.él'occasione d'oro per una bella dormita.Col timone fissato la
bolina con vento stabile consente lunghi tratti in rotta ,denza consumo
di corrente.prima riduco randa ,obbligato dal SW ormai disteso a 22-24
nodi poi infilo tre turni consecutivi di mezz'ora,assolutamente
rigeneranti.Al risveglio ,dopo l'odioso ma indispensabile espletamento
dell'appuntamento radio delle 18 con la giuria,mi vesto del secondo
strato,sbocconcello qualcosa ed esco per operare la scelta: il faro di
Capo Dartuch è ben in vista sottovento.Ci siamo ,si poggia:Ginetta
arrivo!
Bisogna scendere di ben 40 gradi. il Naus si
raddrizza e schizza via infilando la prima delle interminabili
accellerate oltre gli 8 che caratterizzeranno le ore seguenti.Siamo nel
canale tra Minorca e Minorca ed il traffico marittimo,per la prima volta
nella regata richiede attenzione.Al ridosso di Maiorca il mare si
regolarizza ed il vento cala di qualcosa.Devo lascare un bel pò al
punto che decido per il glorioso frullone.La notte è buia ed eseguo la
manovra con grande circospezione Il frullo quando tira è uno spettacolo
ma la sua gestione in issata ed ammainata con mare e oscurità meritano
sempre rispetto.
La sco la cima dell'avvolgitore,cazzo scotta
e OKBABY riparte a7- 8 fissi con belle punte a 9.Siamo un pò
soprainvelati e devo procedere con la randa spesso in bando.Provo a
coricarmi ma il pilota proprio non ce la fa.per ben2 volte in pochi
minuti devo abbandonare precipitosamente la cuccetta e tuffarmi sulla
barra che il pistoncino del 2000 ,seppur assicurato con un elastico ,non
ha potuto tenere.Sviluppo quindi i 2 seguenti turni di riposo rollando e
ammainando il drifter:di sicuro quelli bravi sarebbero rimasti al timone
a tutta tela ma ho deciso di gareggiare seguendo i miei ritmi ed ora
"sento" che devo concedermi del riposo più frequente,non oltre le 2 ore.
All' inizio di un terzo turno di
break,nell'ultimo rassicurante giro di orizzonte prima della cabina...scorgo
alla sinistra una luce verde,non più lontana di una cinquantina di
metri.
Procediamo allo stesso passo e le
oscillazioni ritmiche caratteristiche dell'andatura sotto pilota portano
ciclicamente le rotte e convergere.Rimango basito ed indeciso per 10
minuti in pozzetto.Fisso ipnotizzato quella lucietta,a tratti mi pare di
scapolarla viaggiando qualche frazione di nodo più veloce, a tratti mi
pare di andarla a speronare.Maledetta Ginetta(deve trattarsi di
lei),ricorri anche alla guerra psicologica!Urge l'azione!sposto ancora
,acqua, TPS a poppa,ridò frullone....e schizzo in avanti sotto la
conduzione del pilota che ,a pesi arretrati, a ripreso il controllo
della situazione.
Quando mezz'ora dopo sbuco dalla cabina la
vista della lucina lontana a poppa,appena percettibile è una grande
soddisfazione,tanto più ottenuta dal pilota in condizioni in cui ,alcuni
profeti di sventura avevano pronosticato la sua inutilità.
Mi avvicino alla fine della seconda eterna
nottata in stato di grazia:mai sotto i 7 nodi,mare più
regolare,Barcellona sempre più vicina.Non ho notizie di Andrea.é passato
ad Aire circa 2 ore dopo e so che ,con tutta l'esperienza che di è fatta
durante le 1000 miglia di qualifica per la Mini che ha appena
concluso,in condizioni limite con lo spi,probabilmente si avvicinerebbe
di molto,ma siamo a vele bianche e più di OKBABY ora non si può andare.
Mi sto gustando appieno questa ore
straordinarie.é per questo che ho macinato chilometri e chilometri in
bici ,sollevato tonnellate di pesi in palestra,è per questo che ,dopo
una giornata di lavoro,con gli occhi che si chiudevano per la
stanchezza,partivo per guidare fino al Garda e...imbarcarmi per gli
allenamenti notturni.Devo essere consapevole di quello che ho dato e
sorbirmi fino all'ultima goccia queste planate nell'oscurità.Sono
momenti in cui la tua vita,mi spiace per chi non li ha mai provati,si
arricchisce di un valore aggiunto e per viverli non occorre sognare il
proto da 80.000 euro.
Il Naus ,con vento ,si fa perdonare le
defaillance nelle piatte.Sta bene in mare ,ha un comportamento sempre
dolce,affidabile.Gli guardi la randa e ,rispetto agli altri mini ,ti
pare sempre terzarolata ma in questa notte ventosa ,da solo,non farei
il cambio con nessun'altro.
Non manca poco all'alba e qualcosa non va.il
timone non è particolarmente più duro ma lo sbandamento è eccessivo e
la prua si immerge con maggiore frequenza.é ora di ridurre.
Nei prossimi minuti avrò ben modo di
dimostrare di essere ben allenato fisicamente.Malgrado il frullone
più performante prestatomi da Gelmini non mi fido a rollare in
andatura stretta.Poggio alla grande ma il risultato non cambia:gli
immagazzinatori tradizionali ,con vento forte ,avvolgono stretta
stretta la parte bassa dela vela, poi la cima di avvolgimento finisce
e ti trovi ad ammainare una vela per metà ancora aperta,che tanto più
si apre in quanto per recuperarla sul tangone che sporge 2 metri da
prua la devi agguantare dalla scotta,tirando la quale la vela si
svolge ancora di più.Odio queste ammainate "in disgrazia " dei frulli
,alla fine delle quali ti trovi ansimante su di una massa bagnata e
di tela pesante e scivolosa,da stivare a spintoni in cabina col
pensiere del casino che ti aspetta quando dovrai riissarla!!.Rientro
anche il tangone e,dall'entità dello sbandamento, in tuisco che è
entrato proprio forte:proseguo con la prima mano di terzaroli, a cui
segue la seconda ma non basta.A questo punto ,vista l'oscurità e con
poca voglia di rovinare il genoa nuovo terzarolandolo ne provo una
nuova:ammaino la vela di prua,la gerlo per bene alla battagliola con
gli elastici e do tormentina.
In questo modo non ingombro la cabina con
una vela bagnata in più ma ,soprattutto ,potrò esser più reattivo nel
ridare tela quando calerà il vento. dopo più di mezz'ora di "sport"
torno alla barra ,rilevando il pilotino che si è comportato benissimo
e valuto il risultato dei miei sforzi. Fantastico . il timone si
alleggerisce e ,con assoluta sensazione di dominio della barca e della
situazione inizio ad infilare una serie di planate oltre i 10 nodi.
Non ho idea di quanto forte sia il vento
,all'arrivo c'è chi ha parlato di raffiche a 35 ;di sicuro è nel
gestire con sicurezza ,anzi divertendoti, situazioni un pò brusche
come questa che si alimenta la voglia di continuare questo sport.Continuo la
fantastica corsa concedendomi due brevi break di 10 minuti ad andatura
un pò più larga,per diminuire il vento apparente.I turni di cucina
sono saltati: a parte un te notturno ,i liofilizzati sono rimasti nel
bidoni e continuo a barrette e frutta secca.Non mi sento comunque
paricolarmente esaurito.Anzi ,sono talmente su di giri che ,appena il
vento scema tanto da farmi filare "solo"a 6-8 nodi(non dimenticate che
sono a 2 mani e TMT) in preda a folle emulazione del "bel gesto"dei
manici bretoni ,ho la bella pensata di ....
DARE SPI!Armo tangone ,incoccio le
scotte,isso veloce e...dannazione! la mura si è attorcigliata con la
controscotta e lo spi è ingovernabile!Filo mura ,butto la drizza in
acqua e riesco nell'ammainata.Forse ero un pò deconcentrato.Riproviamo:metto
in chiaro le manovre e la vela nel sacco,riincoccio con attenzione
riisso veloce ma a metà issata uno strattone sull'albero mi dice che
qualcosa non va:Altrocche! la scotta sottovento è aggrovigliata in
modo inestricabile con la mura ,questo ha fatto si che la vela si
gonfiasse prima di terminare l'issata ed ora la vela sbatte e si
gonfia impazzita volando lontana dall'albero.Una raffica si
addolcisce,lo spi si avvicina alla superficie dell'acqua,un lembo la
tocca e..con orrore vedo la vela allungarsi a mollo.La barca
trattenuta dallo spi si ferma ,almeno così mi pare.Per qualche
interminabile secondo mi aspetto il "Crack"dell'albero caduto.E
agisco:con la forza della disperazione tiro con forza la drizza.riesco
a sollevarne qualche metro quadro dall'acqua A questo punto credo che
la barca abbia un pò orzato ,aumentando il vento apparente che aiuta
lo spi ,pian piano, a sollevarsi del tutto come la testa di un cobra
col collo gonfio(perdonate il paragone ma così è come la vivevo io
nella semi allucinata prospettiva di un solitario assonnato).
Mi tuffo a prua e recupero tutto ,prima
che ricada in acqua,dalla controscotta in forza contro lo strallo ,
risolvendo definitivamente a favore del nodo di fine scotta l'eterna
querelle se sia opportuno o meno farlo.Visto che la mura si era
giustamente sfilata senza quel presidio i miei problemi sarebbero
aumentati a dismisura.Rimango a prua senza forze,estenuato ,sdraiato
sulla vela per parecchi minuti.In tanti anni non mi sono sentito così
svuotato al termine di una manovra.Che sia l'età?Il ricordo di Podestà
,che vomitava durante la Mini alla fine di una simile lotta con lo
spi mi rincuora in parte.Il mio orgogli è però ferito profondamente.Ma
come ,proprio io che,fin da ragazzo, mi reputavo un prodiere di quelli
tosti,con tutto l'allenamento che ho fatto ho fallito clamorosamente 2
issate consecutive ,proprio quando non me lo potevo permettere ,con
probabile pregiudizio dell'incolumità della barca?Imperdonabile e so
ben io quest'inverno come raddrizzarmi la schiena!
Dopo qualche minuto alla barra mi riprendo.in
parteUna vocina mi propone di riprovarci una terza volta.Ne riconosco
l'impronta diabolica,per fortuna la ignoro e ,facendomi forza,
rassetto in un buon quarto d'ora la barca.Stop! è ora di fermarsi
un'attimo in cuccetta a riprendere la forze aiutato da un beverone
glucidico proteico e a distillare la preziosa lezione sulla gestione
delle risorse tue e della barca nelle gare in solitario.
Il giorno è ormai inoltrato,filare in
sicurezza a queste velocità è uno spasso,Barcellona è a sole 20
miglia però ..Il log comincia ascendere sotto i 6 con troppa
frequenza.Animo,sto dormendo un pò troppo sugli allori:non ho
macinato chilometri in bici ,sollevato ton di pesi ecc,ecc.per
trastullarmi con 20 nodi sotto velatura da burrasca.Ridò tutta tela
ed OKBABY rischizza oltre gli abituali6-7 a cui ci ha abituato da
quasi 2 giorni questo fantastico SW.é così navigare in oceano? Se
solo gli assomiglia un pochino penso proprio che io ed il naus ci
staremmo da Re!
Ho ridato tela in tempo:giusto a
prua,contro la linea della costa che comincia a delinearsi nella
foschia,distinguo 2 vele e ,soprattutto,altre 2 ne distinguo ,più
vicine ,a poppa,al mio inseguimento.Una delle 2 non può che essere
la Ginetta.Mi rassicuro :temevo che l'abulia che mi aveva preso dopo
i casini combinati con lo spi potesse avermi fatto perdere della
strada.Oltrettutto Ginetta è dotata di un giropilota e constato con
piacere che il naus,grazie alla sua stabilità di rotta,pur portato
dal pilota più economico che esista,gli abbia tenuto testa in ore di
navigazione sotto automatico.
Dopo il lungo black out notturno siamo
rientrati in gara,col contatto visivo,con ben 4 mini in vista e
questa per me ,dopo quasi 300mm è una novità assoluta.
Il braccio destro comincia a dolermi
per la continua tensione alla puggia che applico da ore ed avrei
fatto meglio a cospargere di pasta di fissan prima della partenza
,con successivi richiami,le "fesses",che mi costringono a cambiare
di continuo posizione sul materassino di seduta.La vista delle torri
di Barcellona che di avvicinano è il miglior linimento a questi
disagi.Mi volto di continuo per scrutare gli inseguitori e,appena il
vento gira di qualche grado a sinistra,e leggo qualche 4,9 sul log
,non esito a ridare il frullino.Issarlo mezzo svolto,indovinando i
giri di pre carica che vanno dati sul rollatore è un'operazione che
proprio non sopporto.per fortuna gli allenamenti ,almeno in questo
caso ,sono serviti a qualcosa e tutto fila a meraviglia.Si riparte
per i consueti "over Six",tenendo d'occhio le 2 vele di prua nel
loro approssimarsi alla boa Besos.Noto che le occhette bianche si
moltiplicano ed il mare blu è segnato da evidenti zone rafficate.Caro
frullo ,questa volta non mi freghi! In un batter d'occhio è ben
rollato e abbisciato in coperta e la mia reattività nel
manovrare,dopo la mattinata da crisi che ho vissuto,mi sorprende
piacevolmente.
I 2 a prua hanno evidentemente
orzato,dopo aver girato la boa per iniziare le ultime 5 miglia
dibordeggio verso l'arrivo.Lo scenario è da favola ed il morale
alle stelle.Dunque ricapitoliamo.sto terminando in poco più di 2
giorni la mia prima regata in solitario dopo 7 anni di stop,non ho
rotto niente ,tutte le preoccupazioni che ho vissuto in tutti i mesi
precedenti si stanno dissolvendo,sono ben vicino ad altre barche e
sto per mettere in saccoccia la famosa "regata in solitario"che il
regolamento mini rende indispensabile per le regate oltre le 1000 mm.Che
voglio di più?
Calma comunque,non siamo ancora arrivati
e da come è diventato duro il timone per le raffiche sempre più
veementi mi sa che all'orzata sulla boa ci sarà da menare un pò le
mani.Ed infatti girata Besos ci vuole un nanosecondo a decidere di
terzarolare la
randa ed ancora non basta.Benedico mille
volte l'idea di aver optato per il genoa terzarolabile.In mezzo
minuto o poco più la prua è dotata della superficie giusta e
poi ,con calma,gerlo la vela eccedente.
Ok baby fila ora oltre i 5 ben
equilibrato,nel primo bordo verso terra che decido di allungare per
cercare meno onda.Mi volto e,cribbio..Comè vicino!Un Pogo 1
marerializzato dal nulla mi incalza a non più di 50 metri!.Spaventato
dalla batosta che ho preso di bolina in partenza vorrei gettare la
spugna.In 5 miglia di bolina mi passerà di sicuto sulle orecchie!Ed
invece..Il naus è come Dottor Jekkil e Mister Hide.Non conosce le
mezze misure.la stessa barca che con 5 nodi di vento filava il
doppio ora con 20 stringe un poco di più ma è un filo meno
veloce.Risultato:ce la giochiamo in un fraseggio di bordi lungo la
costa che ha visto le Olimpiadi,sotto il cielo azzurro,con un SW
regale.Da frastornarsi.
Nella furia del duello non mi sfugge che
la Ginetta,era proprio lei,ha doppiato Besos un bel 20 minuti dopo.Credo
che per te sia finita ,Dominique e le prossima volta ,mi raccomando
,un pò più di umiltà.
Sono le 15,50 e taglio il traguardo 40
secondi prima del Pogo 1 di Luca Zoccoli che ,ritiratosi per
un'incidente prima di Minorca ,ha voluto comunque impegnarsi fino
alla fine,anche senza tagliare la linea.Ginette arriva 36 minuti
dopo e mi dicono che Andrea sia ancora in mare.é finita! Attendo il
traino del gommone che deve condurmi al marina attraverso il ponte
girevole.Non sopporto più il mio odore e finalmente,facendo le
accrobazie al timone,mi sfilo dopo 2 giorni stivali ,cerata
,ginocchiere e tuta indossando un'immacolato completo bianco che
desterà stupore al mio arrivo in banchina
Quando accosto in banchina noto che
numerosi mini sono ancora arruffati,con le vele ancora in
disordine,le scotte sparse in pozzetto,le cerate stese a casaccio
in coperta,segno inequivocabile che quei mini sono in banchina da
relativamente poco tempo.Buon segno.La visione delle classifiche
confermerà infatti che un folto gruppo di una dozzina di
concorrenti è arrivato sfilato nel corso delle 2 sole ore
precedenti il mio arrivo ed il mitico Sampaquita di Garcia
,secondo assoluto,in fondo mi ha inflitto "solo"6 ore,poche se
consideriamo l'abisso in fatto di mezzo a disposizione ,esperienza
e classe che mi divide dal catalano.
Il solo imperiale ed inarrivabile si è
rivelato Le Blevec.Al suo arrivo non ha trovato pronta neppure la
linea di finish,dato che nessuno del comitato organizzatore si
aspettava che potesse arrivare così presto.Metalco di Matthieu
Cassanas è riuscito a contrastarlo fino alle noie di impianto
elettrico che ha subito in prossimità di Minorca,formando una
coppia che ,secondo me ,sarà difficile scalzare dal podio nella
prossima Mini 2007.Dei califfi come Garcia e Mambru hanno fatto la
parte di scolaretti.
Tra i serie tonante la conferma di
Gerard Marin su Pogo 2,il settimo classificato in assoluto alle
recenti "Azzorre".Una vittoria può anche arrivarti per fortuna ma
quando repplichi vuol dire che c'è il "manico".Credo che siamo di
fronte al nuovo De laureyssens.
Ha lasciato tutti stupefatti la prova
maiuscola dell'americano(quello venuto dagli States via mare)Mevay
che su di un vecchio Pogo 1ha infilato il podio "serie" e
,soprattutto,il decimo assoluto incrociando per tutta la regata
con ,tanto per fare un esempio,il 303 che fu di Podestà ed il 316
di Pia L'Obry,ben altre barche!
A mio giudizio per gli italiani il
successo è stato quello di essere in 4 alla partenza di una regata
in solitario autunnale in Spagna.Qualche anno fa sarebbe stato
inpensabile.Per ora accontentiamoci.Nel dettaglio Maurizio
Vettorato ha fatto un bagno di umiltà,rendendosi conto della cura
che deve mettere nell'organizzare le manovre e la vita di bordo
nelle gare "solo",per poter dispiegare l'anno prossimo tutto il
suo notevole potenziale.Andrea Pendibene che il vecchio Paltri è
riuscito a sopravanzare di un paio d'ore,ha concluso
brillantemente un excursus di 4 mesi full immersion che l'ha fatto
crescere enormemente in esperienza e autoconsapevolezza ,in
continuo contatto ,A PT Camargue,coi maestri francesi della classe.Approccio
migliore non avrebbe potuto gestire.Luca Zoccoli ,di passaggio sui
mini sulla via dei 40 piedi,è incocciato nella rottura del tangone
aggravato da una feroce lombalgia.Lo rivedremo nel 2007 in una non
facile ma esaltante gestione di 2 calendari paralleli..
Quanto a me qualcuno si ricorderà che
avrei deciso dopo la Barcellona cosa fare "da grande".Ebbene credo
che dovrete sopportare qualche altra mia cronaca anche per i
prossimi 2 anni.La barca si è dimostrata affidabile facendo
intravvedere notevoli potenzialità in condizioni "oceaniche".Lo
skipper ,se riesce a ben gestire le energie,è ancora
sufficientemente abile e reattivo .Vale dunque la pena di
continuare a sognare.
Nelle prossime settimane l'OKBaBY
sailing team si riunirà per definire il programma ed il
budget 2007-2008.
Seguiteci e vi assicuro che non vi
annoierete.
Ringrazio ,per l'aiuto ed il
patrocinio fornitomi,Pierangelo
Erli,titolare di
OKBABY,il preparatore Daniel Valli ed il comune di
Lissone
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